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Lucchetti di primavera al Parco Aldo Moro, polmone verde dimenticato da tutti

L'interno del parco

Doveva esserci una Festa di Primavera domenica scorsa al Parco Aldo Moro temporaneamente liberato dal Pinelli, invece non se ne è fatto nulla. I capricci del tempo di marzo, però, non c’entrano.

Quando alle nove del mattino gli attivisti del collettivo che ha animato per due mesi il vecchio teatro in Fiera sono andati ad aprire il cancello della villetta, l’hanno trovato  sbarrato con due  lucchetti  nuovi fiammanti.

“Avevamo programmato una giornata speciale -racconta Michele. C’erano  tante persone pronte con attrezzi da giardinaggio e cose da mangiare e da bere . Dopo i lavori di pulizia del giardino e una meritata pausa di relax, ci sarebbe stato un seminario tenuto  dall’architetto Celona sul Piano Borzì e la storia urbanistica messinese e infine un’assemblea aperta alla città per iniziare ad immaginare un uso collettivo  di uno spazio per troppo tempo negato alla pubblica fruizione”.

Niente di tutto questo è stato possibile. Ad attendere ragazze  e ragazzi davanti alla villetta fantasma c’era un’auto dei Carabinieri a cui si sono aggiunte subito dopo due volanti della Polizia. Gli agenti hanno spiegato che l’INGV (Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia), che usufruisce della struttura in comodato d’uso fin dal 1949, avrebbe sporto nei giorni scorsi una denuncia contro ignoti per l’apertura abusiva della cancellata.

“Nella discussione che è seguita -continua a raccontare Michele- a un certo punto è stato chiamato in causa un funzionario dell’Istituto,  che contattato telefonicamente si è dichiarato disponibile a un incontro con noi e con un rappresentante del Comune di Messina, che avrebbe dovuto curare l’apertura al pubblico del giardino”.

L’esponente dell’INGV ha confermato anche a Messina.Sicilians.it la volontà di discutere con gli attivisti del Pinelli, precisando  tuttavia la determinazione  a “portare a compimento tutti gli adempimenti necessari ad una rapida ripresa delle attività scientifiche dell’Osservatorio Geofisico”.

L’appuntamento, che ha assunto la forma di un’assemblea aperta, si è svolto questa mattina nei giardini dell’ex Osservatorio. Nel corso della discussione il dottor D’Anna dell’INGV ha riferito di aver contattato il Comune di Messina per portare a termine gli ultimi adempimenti in vista del ritorno della struttura alla piena attività, ma ha anche assunto l’impegno di portare al prossimo consiglio d’amministrazione dell’ente di ricerca le principali richieste del Pinelli.

A partire da una sostanziosa correzione dell’ultimo protocollo d’intesa fra INGV e Palazzo Zanca che consenta la pubblica fruizione dell’area come verde pubblico.

Il Parco Aldo Moro si trova in viale Regina Margherita, sulla Circonvallazione. E’ uno spazio di circa 13 metri metri quadri situato su una collinetta panoramica attigua all’Istituto Sant’Ignazio.

Al suo interno si trova un edificio che ha ospitato per decenni gli strumenti dell’Osservatorio Geofisico  e Sismologico di Messina. Il contratto tra il Comune, antico proprietario del terreno, e l’INGV, sanciva la “cessione a titolo gratuito” del medesimo, prevedendo però  la restituzione all’ente locale dell’area  e degli immobili eventualmente costruiti in caso di cessazione dell’utilizzo da parte del beneficiario della donazione.

L’Osservatorio ha ospitato apparati scientifici funzionanti fino al 2008 anche se, come hanno confermato i dirigenti della sede regionale dell’INGV, è rimasto privo di personale da quando, nei

primi anni ’90, l’ultimo custode è andato in pensione. Dopo il 2008 ha sostanzialmente cessato di funzionare.

Si sarebbero così potute creare le condizioni affinché si verficasse la clausola prevista dal contratto del ’49 e il Comune di Messina avrebbe avuto a disposizione un importante polmone verde in una zona sempre più densamente popolata. Niente di tutto questo si è però verificato. Secondo quanto sostengono i dirigenti regionali dell’INGV la continuità operativa prevista come condizione per assicurare la proprietà del complesso all’ente di ricerca non sarebbe mai venuta meno.

“Dal 2008 ad oggi abbiamo attuato un piano di lavori di ristrutturazione e potenziamento dell’Osservatorio, che è stato portato a buon fine  nel febbraio di quest’anno “con il collaudo amministrativo delle nuove strutture -precisano da Palermo- mentre delicati strumenti come il rilevatore geodetico gps non hanno mai cessato di raccogliere dati e di inviarli ai centri di elaborazione”. Stando a queste notizie,  dunque,  chi sperava di dotare Messina di nuovi spazi di verde attrezzato avrebbe dovuto mettersi il cuore in pace.

Per la verità, un’altra strada per assicurare la fruzioone pubblica almeno di parte del girdino esiste e le amministrazioni comunali che si sono succedute a Messina hanno pure provato a praticarla.

Nel 2006 il sindaco Francantonio Genovese aveva rinnovato la concessione all’INGV del complesso, nel frattempo battezzato con il nome dello statista democristiano, esplicitando  la condizione che prevedeva la cura e l’apertura al pubblico di almeno una parte degli spazi verdi.

Tre anni dopo, nel marzo del 2009 , toccò all’assessore all’Arredo urbano della Giunta Buzzanca Elvira Amata confrontarsi con l’Istituto Nazionale di Geofisica. Nel corso di un incontro fra l’esponente del centrodestra e i funzionari dell’INGV emerse che il sito non sarebbe stato interamente utilizzabile come parco pubblico per ragioni legate alla delicatezza delle apparecchiature presenti.

In quell’occasione fu resa nota l’intenzione dell’Istituto di rilanciare la propria attività a Messina con il potenziamento delle strutture dell’osservatorio e la contestuale disponibilità del medesimo a stipulare col Comune un protocollo d’intesa per il recupero dell’area rimanente, nella quale ricadono la casa del custode  e alcuni alcuni ruderi d’epoca spagnola.

Gli accordi di collaborazione fra INGV e Università di Messina, siglati all’inizio del 2011,  confermano l’impegno in direzione dell’ampliamento delle attività di ricerca sismologica e vulcanologica nel nostro territorio, senza fare però alcun riferimento ad eventuali diverse funzioni del Parco Aldo Moro, citato solo in quanto sede messinese dell’Istituto.

Si deve arrivare al gennaio dello scorso anno per riavere notizie del protocollo d’intesa fra Palazzo Zanca  e l’INGV. A quel periodo risale infatti il via libera del Consiglio comunale all’accordo di collaborazione pensato nel 2009.

Un patto che, non si stancano di ricordare all’Istituto di Geofisica, affidava all’Amministrazione Comunale la responsabilità di prendersi cura di quella parte di spazi destinata a parco pubblico. Ma il risultato è stato un nuovo nulla di fatto e non sono servite a nulla nemmeno le proteste e le denunce da parte di associazioni e di esponenti politici.

Nonostante le ingenti somme spese nei lavori di ristrutturazione del complesso, fino al giorno in cui i ragazzi del Pinelli non ci hanno messo piedi e mani dentro, del Parco Aldo Moro si era persa persino la memoria.