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L’Ordine degli Ingegneri: puntare sulla prevenzione

Santi Trovato, presidente Ordine degli Ingegneri di Messina

“La prevenzione è fondamentale, ma nessuno lo vuole capire. Poche centinaia di migliaia di euro sarebbero sufficienti a monitorare l’intero territorio provinciale. Invece si preferisce spendere centinaia di milioni di euro per la ricostruzione”. Ancora una volta Santi Trovato, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Messina, è costretto ad interpretare il ruolo di Cassandra. Come l’infelice eroina troiana, da tempo Trovato chiede, senza ottenere risposte, interventi mirati per la prevenzione del dissesto idrogeologico del territorio. Queste dichiarazioni, risalgono al 15 ottobre scorso, esattamente 5 settimane prima della tragedia che ha devastato la provincia tirrenica messinese, con il suo carico di morte e distruzione. “Per mettere in sicurezza il territorio -ci aveva dichiarato il presidente degli Ingegneri di Messina- non si può più procedere con interventi tampone, costosi e non risolutivi del problema. La nostra proposta del progetto “Conoscenza delle criticità”, andava proprio in questo senso. Negli ultimi anni abbiamo offerto la nostra collaborazione gratuita sia al Genio Civile che all’amministrazione comunale di Messina, ma non ci hanno neanche risposto. Gli unici che hanno raccolto la nostra proposta sono stati i consiglieri del IV Quartiere. Con loro e con il presidente Francesco Palano Quero abbiamo fatto un ottimo lavoro di monitoraggio e redazione delle schede delle zone a rischio. Ma è un caso isolato di lungimiranza. Tutto il resto della città, per non parlare della provincia, corre sul filo del rasoio del dissesto idrogeologico, ma neanche tragedie immani come quella di Giampilieri e Scaletta di 2 anni

fa hanno insegnato qualcosa”.

Questo a metà ottobre. E adesso che si è punto e daccapo, con un bilancio dolorosissimo di tre vite spezzate ed una prima stima di danni che supera  i cento milioni di danni, Trovato sottolinea che “oggi non è il momento delle polemiche, ma del dolore e della solidarietà. Assenza di pianificazione degli interventi nelle aree a rischio idrogeologico, torrenti utilizzati come vie di accesso (spesso uniche vie di accesso!) ad interi villaggi, urbanizzazioni che hanno occupato indiscriminatamente aree a rischio frana e pericolo di esondazioni (con il coinvolgimento e la connivenza di amministratori locali, professionisti, uffici pubblici), assenza di controllo e mancata verifica di idoneità all’edificazione dei suoli, ritardi nella progettazione e realizzazione degli interventi per la difesa dei territori a rischio: queste le cause delle vittime che piangiamo e dei costi che siamo costretti a sostenere e dovremo sostenere ad ogni evento alluvionale”. 

E in una lettera inviata ai sindaci di Saponara, Barcellona, Rometta e Milazzo, mette a disposizione conoscenza e competenza dei professionisti iscritti all’Ordine per monitorare il territorio. “Come accaduto sin dall’ottobre del 2009 a Giampilieri e nel febbraio 2010 sui Nebrodi -scrive Trovato- ancora una volta mettiamo a disposizione delle amministrazioni comunali colpite dai dissesti  l’esperienza maturata sul campo da più di trecento nostri colleghi che all’indomani degli eventi alluvionali, in raccordo anche con il Dipartimento di Ingegneria Civile della locale Facoltà di Ingegneria, hanno collaborato, in forma volontaria, con le istituzioni locali, le forze di polizia e i vigili del fuoco per monitorare pendii, torrenti ed edifici danneggiati ed hanno redatto le schede per l’individuazione della stima dei primi danni subiti”. Resta da vedere adesso, chi raccoglierà la proposta.