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L’ombra della Procura sulla sospensione di alcuni Servizi sociali del Comune di Messina

I lavoratori dei Servizi sociali davanti a Palazzo Zanca (Foto Dino Sturiale)

Ieri la proroga, oggi la sospensione. Succede anche questo nelle stanze del Comune di Messina. Ad andarci di mezzo, i lavoratori e le famiglie che contano sull’aiuto dei Servizi sociali.

Ma stando alle voci che questa mattina circolavano insistentemente a Palazzo Zanca, sembra che dietro questo improvviso dietro front ci sia la visita che il personale della Procura ha fatto ieri, richiedendo la documentazione sui Servizi sociali dal 2009 ad oggi.

Di conferme ufficiali neanche a parlarne, ma alla luce della stranezza di un provvedimento prima emanato e poi revocato in neanche 24 ore dal commissario straordinario del Comune Luigi Croce, non è difficile dar credito ai rumors di palazzo.

Tanto più che i bandi per il rinnovo dei servizi sono già pronti e a giorni saranno pubblicati.

Nel fax di poco più di due righe inviato dal Dipartimento alle cooperative Nuova Presenza, Azione Sociale e Faro 85, si legge che la “sospensione momentanea del servizio di assistenza domiciliare agli anziani” dipende dal fatto che “non risulta ancora definita la nuova procedura per la definizione dello stesso”.

Tradotto, significa che 350 lavoratori delle cooperative sociali e 1.200 famiglie che contano sull’aiuto del Comune per gestire anziani e disabili, almeno fino a giovedì prossimo resteranno scoperti. A meno che, con molta generosità, i lavoratori delle tre cooperative non decidano di assistere ugualmente gli anziani ed i disabili affidati loro.

In ogni caso, come sempre in questi casi, il provvedimento va a colpire le famiglie più deboli, che non hanno avuto neanche un minimo di preavviso per dare alle famiglie il tempo di organizzarsi. Perché se per i lavoratori scatteranno le ferie così da non far perdere il salario, mchi ha un anziano non autosuffiente o un disabile

da seguire e non naviga nell’oro (i servizi sono destinati alle famiglie con redditi bassi) anticiperà i patimenti della Settimana Santa.

“Non si comprende come con un colpo di penna si possa ipotecare la quotidianità di tanti soggetti svantaggiati e dei lavoratori che da parecchi mesi non percepiscono lo stipendio -commenta il segretario generale di Orsa Servizi di Messina Francesca Fusco. La linea intrapresa da questa amministrazione comunale è di una violenza sociale incomprensibile, non si può per scaramucce interne, cambiare idea e non prorogare i servizi.

Non è sufficiente dichiarare che il provvedimento è di breve durata, dovrebbero spiegare come tutelare anziani allettati, disabili e giovani. Per quanto tempo ancora si deve contare sul buon senso dei lavoratori, che non hanno intenzione di abbandonare nessuno? La protesta è esplosa in modo dirompente e il presidio davanti al comune è soltanto l’inizio”.

Foto Dino Sturiale

I servizi sospesi dal commissario Croce non riguardano gli asili, Casa Serena, il trasporto  e l’assistenza igienico sanitaria nelle scuole  e il trasporto nei centri riabilitativi.

“Non abbiamo capitoi motivi per i quali l’Amministrazione Comunale abbia deciso improvvisamente di sospendere i servizi sociali – dichiara Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil di Messina- e riteniamo non sufficiente l’asssicurazione che i servizi riprenderanno a giorni. Diffidiamo Croce e il dirigente De Francesco dal sospendere i servizi essenziali, che i I lavoratori continueranno ad assicurare perché non si possono abbandonare anziani e bambini disabili al loro destino dall’oggi al domani. Ma questa è una dichiarazione di guerra, una provocazione alla quale risponderemo in modo massiccio”.

Lunedì mattina, durante l’ incontro con il Dirigente De Francesco, i lavoratori daranno vita  a un sit- in di protesta dalle 8.30 in poi davanti a Palazzo Satellite, per poi spostarsi in Prefettura e al Comune. “Non abbandoneranno i deboli -conclude Crocè- e di questo il commissario Croce dovrà rendere conto alla città”.