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Lombardo si riduce lo stipendio del 30%, la Provincia dice no

E’ tanto convinto che il Patto di Stabilità sia stato sforato, da richiedere la decurtazione del 30% dello stipendio da consigliere. Da Palazzo dei Leoni la risposta al consigliere provinciale Pippo Lombardo stamane arriva poco dopo mezzogiorno: “Non ci sono le condizioni per effettuare il taglio da Lei richiesto”.

Tradotto: il Patto non è stato sforato quindi gli emolumenti da consigliere ti spettano per intero. “Bene -replica Lombardo- quando poi lo sforamento sarà un fatto conclamato, che nessuno mi venga a chiedere di restituire le somme già percepite perché li denuncerò tutti anche per questo”.

La lettera della Ragioneria generale arriva dopo un botta e risposta a distanza tra Lombardo ed il presidente Nanni Ricevuto.

Si inizia alle 10.30 nella Saletta Commissioni, con Lombardo che ribadisce che il Patto di Stabilità è stato sforato. E lo fa distribuendo documenti e dati.

Sul banco degli imputati c’è la determina dirigenziale 269 del 31 dicembre scorso, che prevede di incassare oltre 14 milioni di euro quale tributo per la TIA (Tributo Igiene Ambientale) dovuto dagli ATO 1 e 2 per gli anni tra il 2005 ed il 2012. “C’è un decreto legislativo del 2006 -ribatte Lombardo- che annulla la TIA per inesistenza giuridica e la ripristina solo nel 2008. Inoltre, l’Ato 1 non ha approvato il bilancio nel 2012, mentre l’Ato 2 non lo ha fatto dal 2010 al 2012”. Ma Lombardo punta il dito anche contro un’altra determina, la 302 del 27 dicembre 2012, che con un tratto di penna trasforma un impegno di spesa di oltre 3 milioni di euro in un accertamento.

Ma le denunce di Lombardo non finiscono qui. Visto che proprio ieri Ricevuto si è appellato con tono accorato alla festa di San Valentino accusandolo di non aver abbastanza amore per la città, il consigliere provinciale replica tirando fuori un elenco di spese che si sarebbero potute evitare. A partire dagli 8.8oo euro per 100 agende regalate a Natale, fino ai 200 mila euro per 4 anni pagati alla Confraternita degli Azzurri per poter usufruire del Monte di Pietà per allestire spettacoli e mostre.

Ma ci sono anche i 100 mila euro per il Festival del Jazz a partire dal 2009 e 30 mila euro per uno spot pubblicitario sull’Area dello Stretto. Per non parlare dei 5 milioni di euro non incassati dai passi carrabili, del 20% di riduzione dei lavori di somma urgenza

mai applicati tra luglio 2011 e febbraio 2012 e costati 4 milioni di euro e delle mancate entrate dalla vendita dell’Hotel Riviera ugualmente inserite in Bilancio.

“Anche questo contribuirà a determinare lo sforamento del Patto -prosegue Lombardo. Ma quando sarà dichiarato, a rimetterci saranno i cittadini e l’amministrazione che si insedierà, visto che l’esecutivo Ricevuto a quel punto non ci sarà più. Invierò tutti questi atti alla Procura ed alla Corte dei Conti per gli accertamenti del caso. Ho dato notizia di tutto ciò al Collegio dei Revisori dei Conti, che dovrà fornire il parere entro la fine di marzo ed uno di loro si è già dissociato”.

Fin qui Lombardo. Saliamo al piano di sopra e dopo avere aspettato una decina di minuti arriva in Sala Giunta Ricevuto. Ovviamente la sua versione è totalmente opposta a quella del consigliere.

Per il presidente della Provincia di Messina il Patto di Stabilità non è in discussione. E se Lombardo ha sciorinato documenti e dati come se piovesse, il secondo si trincera dietro le rassicurazioni dell’Area Economico-Finanziaria. “In questa fase dobbiamo limitarci a certificare uscite e crediti -dichiara sereno Ricevuto. Il passaggio sulle entrate è successivo e si farà quando sarà il momento di predisporre il Bilancio di Previsione”.

Che per legge deve essere pronto entro il 31 marzo, ma con le elezioni che incalzano scivolerà inevitabilmente di qualche mese e così a togliere le castagne dal fuoco sarà la prossima amministrazione.

Ricevuto dichiara che si fida a priori di quello che hanno fatto gli uffici e che se ci sono delle responsabilità saranno accertate. “In ogni caso io sono un organo politico -dichiara- e non devo controllare il lavoro di dirigenti e funzionari”. Fornisce vaghe spiegazioni sullo spot, che pare rientri in un progetto di un ministero non meglio identificato (anche se, visti i costi, più che uno spot sarà si sarà trattato di un cortometraggio) e con voce ferma si assume in pieno la responsabilità delle agende costate 88 euro l’una. “Una tradizione della presidenza che ho voluto mantenere”, dichiara deciso. E l’affitto del Monte di Pietà? “Se lo avessimo richiesto di volta in volta avremmo speso di più”. Verificheremo, ovviamente.

Non batte ciglio quando alla sua affermazione “Se Lombardo ritiene che ci siano irregolarità allora lo denunci” gli rispondiamo che la documentazione è già pronta per la Procura e per la magistratura contabile e la conferenza stampa si conclude con la domanda di rito: si candiderà? “Alla mia età ho fatto tutto quello che volevo fare. Se mi vorranno sono a disposizione”.