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Il fantasma educato che odia i nazisti

Uno dei palazzi distrutti durante la II guerra mondiale

Durante la seconda guerra mondiale furono molti gli stabili di Messina usati dai militari dell’asse Roma-Berlino come basi logistiche. Tra questi, un importante palazzo proprio accanto al Municipio di quelli con un ampio atrio all’interno. Uno stabile padronale con più di un ingresso condominiale e con gli appartamenti che ancora adesso sono composti da ampie stanze e alti soffitti con lucernai. L’intero corpo fu adoperato come alloggi e uffici per il comando nazista ed era abitato da alti ufficiali. Nel cortile interno trovavano posto auto e cavalli bianchi, quelli riservati ai graduati. A raccontarci la storia di uno spirito che odia i nazisti è il signor Franco.

“Il mio amico Rosario -ricorda- non sapeva cosa si raccontasse su quello stabile ma da lì a poco, frequentandolo negli anni ’70 in quanto dimora della famiglia della fidanzata Cettina dovette ricredersi sul suo totale scetticismo nel parlare di parlare con noi amicidi storie su fantasmi o spiritelli vari .

Era una notte di quelle in cui durante le festività natalizie si gioca a carte e si fa un po’ più di baldoria. Con il permesso dei suoceri Rosario decise di ritirarsi in una delle nove stanze dell’appartamento per riposarsi prima di rientrare a casa propria. Cettina e la cognata Lilla lo accompagnarono e lui prese quasi immediatamente sonno su uno spazioso divano anni ’50. Era la prima volta che Rosario si coricava a casa della fidanzata. Dopo poco iniziò a sentirsi toccare e poi ricevette anche dei piccoli buffetti sulle guance e sul collo. Sarà Cettina, pensò. Poi però sentì qualcuno che gli diceva: “Come stai ? Stai bene qui , vero ?”.

Dopo il bombardamento si scava tra le macerie

In camera non c’era nessuno e Rosario non sentiva neanche il vociare di chi giocava a carte poche stanze più in là, ma pensò ugualmente a uno scherzo di Vincenzo, il fratello burlone di Cettina. Facendo finta di dormire aspettò il ripetersi dei gesti, cosa che puntualmente avvenne. Solo che questa volta la voce era ancora più vicina e simile ad un rantolo, anche se ripeteva le frasi già ascoltate. Rosario si alzò di scatto e corse dai presenti che erano ancora tutti attorno al tavolo da gioco. Sudato e spaventato raccontò l’accaduto ma solo Maria, la vecchia governante gli accennò ad uno spiritello benevolo che era solito accogliere i nuovi arrivati con frasi gentili. Chi era costui ? Probabilmente uno degli antichi proprietari che, alla confisca da parte dei tedeschi , si oppose fino al punto che preferì suicidarsi gettandosi dal tetto. Da allora, egli accoglie tutti quelli che non sono tedeschi in modo educato e benevolo. Figuriamoci cosa sarebbe successo -conclude il signor Franco- se Rosario fosse stato di origini tedesche!”.