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Lo spazzolino da dandy

Simona Piraino

Se ha quarantadue anni, è un professionista del settore medico privato, possiede un appartamento (e neanche arredato tutto Ikea) ed è single dichiarato, qualcosa di losco deve esserci. Dico, lo sappiamo un po’ tutte: è per questo che i single over 40 stanno nella classifica dell’appetibilità sotto i separati in casa.

Nonostante in seduta plenaria il consesso delle amiche l’abbia abbastanza redarguita, Lady Chat (ricordo, a beneficio dei nuovi arrivati, che la suddetta è la stalker-sentimentale 2.0, colei per la quale vale il fine flirt mai, ma solo sui social) decide di accettare l’invito a cena dell’uomo scapolo e maturo.

La shampista che è in noi, è conclamato, non si pone alcuna domanda teorico-euclidea, limitandosi a mettere i like sulle foto. Ergo, dopo esserci sincerata che il tipo in questione possedesse un imac e avesse visto Educazione Siberiana (modello di computer, ultimo film visto, classifica dei dieci libri preferiti: rientrano nel form che di default si sottopone al candidato per testarne la compatibilità) Lady Chat accetta l’invito a cena.

Incredibilmente, cosa che la fa gongolare oltremodo, lui passa addirittura a prenderla sotto casa. Un punto in più nel tabellino. Aumenta la quotazione quando le svela di aver prenotato in un bistrot piccolo, piccolo con chef siculo-salentino. Conversazione estremamente interessante, sguardi e ginocchia che si strusciano, parole aspirate con voluttà e, soprattutto, aggettivi calzanti e congiuntivi esistenti.

Lady Chat già pensa di trovarsi in zona Champions. L’homo singulus è candidato a diventare capolista del girone dei flirt ben riusciti, quando senza colpo ferire, porge la carta di credito

e salda il conto. Va da sé che, quando le propone di proseguire la serata a casa sua, lei accetta con un miagolio.

Miagolio che lascia ben presto il posto a un muggito di matrice gutturale fino a diventare quasi un rantolo da dispnea, allorquando, nonostante gli azzeccatissimi Dire Straits nello stereo, lui le chiede se ha bisogno di darsi una rinfrescatina. Giusto per controllare che il mascara sia ancora incollato alle ciglia, Lady Chat si chiude nel bagno.

Da quello che ci ha raccontato ieri, avrebbe preferito trovare la tenda della doccia di Norman Bates, visto che facevano bella mostra sulla mensola sotto lo specchio, appositamente per lei, uno spazzolino e un tubetto di dentifricio da viaggio, accanto ad una coppia di asciugamano dal colore lilla improbabile. Delle due l’una: o era un maniaco delle profilassi igienico-sanitarie oppure – decisamente più probabile – era un seduttore seriale con una collezione di spazzolini da denti sigillati ermeticamente.

Coi lucciconi agli occhi e un eritema da pizzo delle autoreggenti, balbetta un’improvvisa nausea adducendola al filetto appena mangiato. Lui non fa troppa resistenza, le propone una biochetasi e la riaccompagna a casa. Durante i cinque chilometri del tragitto cala un silenzio siberiano (sì, proprio come il film) e, al momento del commiato lo bacia velocemente sulla guancia. Insomma, anche il più figo dei dandy c’ha uno spazzolino nell’armadio.
PS: no, non si è lavata i denti e no, non lo rivedrà mai più.