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Lo sai che anche i malvagi fanno gesti buoni?

Giulia Arcovito

La Vara è passata, ma ancora per qualche giorno rimane nell’aria qualcosa di quel carico di emozione e adrenalina che questo enorme rito collettivo porta con sé.

Al di là dei significati religiosi e simbolici, colpisce vedere la città invasa da quest’esercito bianco, rigorosamente scalzo. Non tutte anime candide, a dispetto della divisa.

Eppure, anche la Messina più benpensante è disposta per poche ore a concedere l’indulgenza plenaria e partecipare, senza dubbio almeno emotivamente, al momento più avventuroso dell’anno. Poche ore in cui la cittadinanza messinese è miracolosamente compatta.

Un corpo unico dunque, che si muove in una direzione ben precisa, fidandosi ciecamente di chi li guida. Nella fede che questo porti a qualcosa di buono. Chi sta fuori, che gli piaccia o no, si lascia emozionare e per un attimo non può fare a meno di sentire lo stesso entusiasmo e la stessa fiducia.

Insomma, siamo nel 2014 e i voti religiosi continuano a funzionare meglio di quelli politici.

Il punto però è che Messina si trova attualmente ad un punto cruciale del proprio percorso. Metaforicamente, le coordinate esatte credo si possano collocare in via Garibaldi, angolo via Primo Settembre. Pronti per quella che nel caso della Vara è la famosa girata, il momento di svolta. Il più difficile e delicato. Possibile solo con attenzione e collaborazione da parte di tutti. Solo un pazzo (o un idiota) in un momento del genere, si metterebbe a fare lo sgambetto ai compagni.

Devo aggiungere altro? Se s^, me la gioco con una canzone di Jovanotti, che in effetti ci prova sempre a mettere d’accordo tutti e qualche volta ci riesce. Il titolo è “Falla girare” e sì… è un’esortazione.

Play https://www.youtube.com/watch?v=AeF72z4vHsE