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Lo Hobbit: la desolazione di Smaug

Lo Hobbit: la desolazione di Smaug

Paese: USA – Nuova Zelanda

Genere: Fantastico

Durata: 161 minuti

Regia: Peter Jackson

Arriva nelle sale e come previsto, sbanca il botteghino. Ma era facilmente prevedibile che il secondo capitolo della saga Jacksoniana arrivasse a passo di carica e travolgendo tutto e tutti.

Bilbo, Gandalf e i loro 13 compagni nani, tra cui il coraggioso Thorin Scudo di Quercia, proseguono il loro cammino, tampinati dal terribile Azog e la sua banda di orchi. Riescono a rifugiarsi presso il burbero e pericoloso mutapelle Beorg, che dopo un incontro burrascoso li aiuta a raggiungere Bosco Atro, ammonendoli però: il bosco è molto pericoloso.

Una volta lì Gandalf si separa dai propri amici, che intraprendono da soli la marcia. Dovranno vedersela con un gruppo di orribili ragni e, come se non bastasse, gli elfi di Bosco Atro, tra cui un severissimo Legolas, li imprigionano.

Grazie a Bilbo però riescono ad evadere dalle celle di re Thranduil e arrivano alla città sul lago di Pontelagolungo, “contrabbandati” dal barcaiolo Bard. Dopo essere stati catturati durante il tentativo di procacciarsi delle armi, Thorin si presenta al governatore della città che gli dà il suo appoggio. La compagnia però si separa, perché Kili è stato avvelenato dalle frecce degli orchi e non può proseguire e con lui rimangono Fili, Oin e Bofur. Mentre i tre con l’inaspettato aiuto dell’elfa Tauriel e del non troppo

entusiasta Legolas affrontano gli orchi a Pontelagolungo, il resto della compagnia penetra nella Montagna Solitaria grazie a Bilbo, a cui non rimane che affrontare il temibile Smaug…

Il secondo capitolo di questa nuova trilogia ispirata al mondo di Tolkien si presenta come una versione migliorata e più ricca del primo capitolo. Da un punto di vista tecnico il film, per quanto leggermente lungo, è ineccepibile. Spettacolare ed epico in ogni suo momento, lascia a bocca aperta sia lo spettatore più giovane che quello più navigato.

Le aspettative per la presentazione di Smaug sono state rispettate e addirittura superate: una creatura del genere poteva diventare il punto debole del film se non fosse stato concepito e realizzato nella giusta maniera e Jackson ha centrato in pieno il bersaglio, esaltando al massimo la genesi e la presentazione di una creatura che non è esagerato definire leggendaria.

Come storia siamo sempre sui livelli del primo capitolo anche se qui si devia un po’ sulla componente action, con diverse scene di combattimento perfettamente coreografate e girate, che, con buona pace di chi scrive, non possono che essere esaltate dal 3D. Anche la caratterizzazione risulta vincente, specie con l’inaspettato lato duro di Legolas, che da compagno fedele e “quasi” divertente, diventa un severo e inflessibile guardiano di Bosco Atro. Buona come sempre l’interpretazione di Ian McKellen, al quale però questa volta è rubata la scena dalla presenza del temibile drago. In sostanza, una pellicola imperdibile non solo per gli amanti del genere. Consigliato a tutti.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.