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Liste di nozze e anelli di fidanzamento

Gentile Contessa Lara, mi sposerò a dicembre. Non amo l’idea di fare una lista di nozze, ma tutte le mie amiche mi dicono che farla è un obbligo: è davvero così? Grazie per il suo consiglio, Laura D. 

Gentile Laura, le liste di nozze non sono assolutamente un obbligo. Sono solo una delle tante discutibili consuetudini importate dagli Stati Uniti tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Sono utili per gli invitati senza fantasia, indispensabili per chi ritiene di dover mettere su casa imponendo agli ospiti cosa farsi regalare e una benedizione per i negozi che le mettono a disposizione dei propri clienti. Detto questo, visto che lei ha il buon gusto di non amare quella che in realtà è un’abitudine molto volgare (“ti dico io cosa regalarmi e dove comprarlo”), non ascolti le sue amiche e lasci i suoi invitati liberi di regolarsi come meglio credono. Le arriveranno dei regali orribili o inutili? Pazienza: fa parte del gioco e mi auguro che lei non si sposi per farsi arredare la casa e pagare il viaggio di nozze dai suoi invitati. 

Cara Contessa, il mio futuro marito mi ha appena regalato un anello di fidanzamento. Devo ricambiare con un altro anello? Gli uomini ingioiellati non mi piacciono e del resto neanche a lui. Come mi devo regolare? Annalisa F. 

Gentile Annalisa, l’anello di fidanzamento maschile è un’abitudine piuttosto datata in voga soprattutto nei paesi. Le persone attente al bon ton sanno infatti che gli unici gioielli ammessi per un uomo sono la fede di matrimonio, l’orologio ed i gemelli. Nel caso in cui ne avesse diritto, l’anello con lo stemma di famiglia. Con buona pace di gioiellieri e orefici, qualunque altro gioiello è di pessimo gusto e nessun uomo elegante lo porterebbe, catenine del battesimo comprese. Ricambi l’anello che ha ricevuto con un paio di gemelli o con un orologio e rifugga da anelli maschili, catenine e bracciali.

Contessa Lara

Contessa Lara è il nom de plume di una gentildonna messinese che non ama mettersi in mostra. Fedele agli insegnamenti della sua gioventù (le signore compaiono sui giornali solo tre volte: quando nascono, quando si sposano e quando muoiono) ha deciso di collaborare con noi, ma con discrezione. Ovviamente abbiamo accettato con gioia, sicuri che la sua competenza sarà un prezioso aiuto per chi già conosce le buone maniere e per chi invece ha ancora molta strada da percorrere sulle impervie vie del saper vivere.