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Libri. Pubblicato “Il Sogno di Guglielmo” del monrealese Gildo Matera

PALERMO. The Freak editori apre l’anno 2018 con la seconda uscita della nuova collana Palmyra, dedicata alla riscoperta di opere poco note della nostra grande tradizione letteraria. Lo fa, dopo il Ciclopu pirandelliano, con l’opera teatrale di un altro siciliano, il monrealese Gildo Matera, che nel 1999 scrisse Il sogno di Guglielmo, allora pubblicato postumo e oggi curato per The Freak editori da Davide Matera, con prefazione di Andrea Le Moli. Il valore letterario di questo dramma destinato per la rappresentazione all’aperto, nonché l’imprescindibile legame con la storia della città di Monreale e della Sicilia sono stati i motivi che hanno spinto The Freak editori a continuare sulla strada della rivalutazione di testi teatrali altrimenti destinati al solo studio scientifico o, peggio, all’oblio, e che invece rivivono in edizioni nuove, frutto della revisione critica di giovani curatori, corredati di introduzione e note; il tutto nel formato snello, agile ed elegante che contraddistingue le pubblicazioni di The Freak editori.

L’opera in breve

Il sogno di Guglielmo sta al confine tra la ricostruzione storica di episodi di storia normanna e l’invenzione letteraria: al centro della scena c’è l’evento dell’edificazione del duomo di Monreale, che rivive insieme al suo promotore, Guglielmo II, il re illuminato noto come il Buono e passato alla storia per la capacità di muovere e integrare le più svariate culture per la realizzazione del proprio progetto. Questi mondi sono tutti rappresentati sulla scena, dove contadini, servi, operai della fabbrica, marinai e maestranze figurano accanto a re, vescovi, dignitari della corte, in un insieme corale spesso imponente e sempre efficace, in tutte le parti del dramma. È una Sicilia mitica e, insieme, attuale, quella che viene rappresentata da Matera, e che rivive nei dialoghi semplici e devoti dei pastori, nella fastosa rappresentazione della corte normanna, nella paura della tempesta che colpisce la nave su cui sono trasportati i ricchi materiali per l’edificazione del duomo, che si placa non appena si scorgono le coste dell’isola. Ed è ancora una Sicilia antica eppure vicinissima, quella che si ritrova nella scena della Costruzione, una Babele di popoli, voci e costumi che anziché crollare e disfarsi, come l’altra, biblica, Babele, si trasforma in monumento supremo dell’ingegno umano, su cui soffia un senso del divino che investe tutta la messa in scena e unisce gli intenti verso un unico scopo, i viaggi verso un unico luogo, le menti a un unico sogno. L’opera, che unisce ampie parti in dialetto siciliano a sezioni in lingua italiana, per quanto intrisa di parole del lessico cancelleresco tipico delle corti del basso medioevo, è corredata da dettagliate indicazioni sceniche e metateatrali ed è pensata, sia nella prima che in questa nuova edizione, per essere letta e gustata nella sua accurata veste letteraria (le parti in dialetto sono accompagnate dalla traduzione in italiano), ma soprattutto per essere rappresentata.

Davide Matera, diplomato in violino al conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo, ha studiato composizione con il Maestro Turi Belfiore. Tra le sue più recenti composizioni I suoi dolcissimi accenti hanno anticipato l’aurora, scritta nel 2016 per l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo e, insieme al fratello Marcello, la colonna sonora di Looking for Goha, documentario del regista egiziano Ayman El Gazwy, prodotto e distribuito dal network televisivo arabo Al Jazeera. Affianca all’attività di compositore e violinista della band Dasvidania (Premio Arezzo Wave 1997) gli studi di filosofia  all’università di Palermo.