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Lettera aperta dei dipendenti dell’ARAM ai sindacati

Francantonio Genovese

Domani l’incontro convocato dall’assessorato regionale alla Formazione, oggi la lettera aperta per raccontare ancora una volta il loro dramma e indirizzata ai sindacati.

Indietro anche di un anno e mezzo di stipendi, alcuni dei 55 dipendenti dell’ARAM, società di formazione che fa riferimento al parlamentare PD Francantonio Genovese coinvolta nei recenti arresti, chiedono di essere tutelati.

“La presente , in seguito alle vicende giudiziarie che hanno recentemente coinvolto i vertici del nostro Ente di Formazione Professionale, nella qualità di cittadini ma soprattutto di lavoratori preoccupati per la sorte che ci aspetta, intendiamo, in primo luogo manifestare la nostra apprensione per l’idea che la gente e questo Governo si siano potuti fare dei lavoratori del nostro comparto.

Non si tratta né di ladri né di fannulloni né di disonesti. Si tratta di gente come noi che andava a lavoro anche senza stipendio assicurando il regolare svolgimento dell’attività corsuale e che ad oggi si trova vitt ima di presunte speculazioni e manovre scorrette sulle quali la magistratura farà luce.

Siamo stati illusi di aver trovato un sistemazione per il nostro futuro, abbiamo fondato le nostre vite sulla base di uno stipendio certo ritardatario ma perlomeno sicuro, abbiamo formato famiglia, acquistato case, acceso mutui che non possiamo più onorare e messo al mondo figli che adesso non sappiamo più come mantenere.

Vantiamo retribuzioni fino ad un ammontare di diciotto mensilità ed ogni giorno di ritardo nella risoluzione dell’emergenza che ci ha investito, ci costringe all’indigenza più assoluta, ci sottopone alla totale umiliazione, ci priva della dignità di lavoratori e di esseri umani.

Fra tanto sgomento, abbiamo appreso dal giornale le dichiarazioni del presidente Crocetta circa la possibilit à del nostro assorbimento da parte del Ciapi di Priolo e, se scriviamo, è perché siamo fiduciosi nell’operato del Governo Regionale al quale garantiamo il nostro completo appoggio e la nostra più totale collaborazione.

In secondo luogo, ciò che ci preme sottoporre all’attenzione del Governo Regionale è l’annosa questione dello sblocco delle mensilità arretrate che potrebbero consentirci quantomeno di “sopravvivere” fino alla nostra definitiva ricollocazione lavorativa”.