Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

L’Ente Teatro ko, Cultrona: “Colpa di stampa e sindacati”

L'ultima protesta dei lavoratori dell'Ente Teatro

Siamo a novembre e a due mesi dall’insediamento del presidente non c’è ancora neanche un’ipotesi di cartellone, si dovranno restituire almeno 100 mila euro agli abbonati della stagione di musica perché è stato messo in scena uno spettacolo su cinque e per di più della stagione precedente, il botteghino è preso d’assedio e dall’alto non danno indicazioni, la stabilizzazione degli orchestrali promessa da Crocetta un anno fa oggi è negata dai suoi dirigenti.

Di chi è la colpa di tutto questo? Ma è ovvio: della stampa locale e dei sindacati, che tramano insieme per gettare fango sull’Ente Teatro di Messina.

Questo il succo dell’intervento del commissario straordinario Rosario Cultrone, piazzato da Crocetta per fare le veci del Consiglio di Amministrazione, che non appena ha letto dell’intenzione degli orchestrali e dei tecnici di presenziare alla conferenza stampa di oggi pomeriggio alla quale parteciperà anche l’assessore Stancheris, si è precipitato a Messina.

La scusa per convocare l’incontro con i dipendenti è stata quella dell’equiparazione al personale regionale. In pratica, per dire stiamo lavorando, Cultrone, che finora è venuto in città sì e no un paio di volte, ha pensato bene di incontrarsi personalmente con i lavoratori dell’Ente Teatro. Salvo poi, scoprire subito le carte: “Se non ci saranno problemi l’assessore verrà a Messina. Altrimenti, quando attereerà a Catania, le dirò di andare direttamente a Palermo”.

Che tradotto in parole povere, vuol dire: oggi pomeriggio fate i bravi, nessuna contestazione, altrimenti della Stancheris (ex segretaria di Crocetta promossa assessore dopo l’addio di Battiato, roba che se l’avessero fatto Cuffaro o Lombardo ci sarebbe stata una levata di scudi popolare) non ne vedrete neanche l’ombra.

Presenti all’incontro anche i professori d’orchestra e i tecnici precari, che non hanno fatto passare la cosa sotto silenzio rivendicando la civiltà delle manifestazioni organizzate fino a oggi. Chi invece è stato in silenzio è stato il presidente Maurizio Puglisi, scelto dal sindaco Accorinti per il suo programma del quale però fino ad oggi si è visto solo il cartaceo consegnato alla stampa il 14 agosto scorso, che come già è successo in passato, quando parla Cultrone non ritiene opportuno intervenire.

E così è toccato al commissario straordinario, che si è affannato a ribadire che sta “lavorando per far rinascere il teatro di Messina” anche se non è ben chiaro cosa stia facendo in questo senso, smentire Crocetta rispetto alla stabilizzazione dell’orchestra.

Preso dall’entusiasmo che solitamente provocano in lui i bagni di folla, il presidente ha dichiarato in più

occasioni, come testimoniano i video, che gli orchestrali del teatro di Messina evono essere stabilizzati. Di diverso avviso Cultrone, che ha dichiarato che “la legge risale al 2004 e ormai non c’è più nulla da fare”.

Quando gli è stato fatto notare che esiste il concetto di reatroattività delle leggi e che tra il 2003 ed il 2012 in Sicilia sono stati assunti 90 professori d’orchestra (25 al Bellini di Catania, 40 al Massimo di Palermo e 30 nell’Orchestra Sinfonica Siciliana), messo con le spalle al muro Cultrone ha solo potuto dichiarare che non è con lui che se ne deve parlare.

La stessa risposta è stata data quando gli è stato chiesto che fine hanno fatto i fondi destinati alla stagione musicale, visto che in scena è andato solo il Rigoletto. “Per la musica era stato stanziato un milione -gli ha chiesto una musicista- per il Rigoletto si è speso mezzo milione di euro: che fine ha fatto l’altro mezzo milione?”. “Questa domanda la faccia a qualcun altro” ha risposto l’ineffabile Cultrone. Fatto sta che in cassa ci sono solo 250 mila euro e nessuno sa spiegare che fine abbiano fatto gli altri 250 mila euro e, soprattutto, se ci sono mai stati.

A preoccupare i musicisti è anche un’altra dichiarazione, relativa alla Bohème che sarà messa in scena a dicembre in forma di concerto. Secondo logica la dovrebbe suonare l’orchestra del Vittorio Emanuele, ma tra una discorso e l’altro Cultrone ha fatto scivolare che “l’Orchestra Sinfonica Siciliana ha dato la propria disponibilità a suonare in giro per la Sicilia”.

Posto che l’OSS è regionale e quindi non fa una concessione quando dichiara che è pronta a suonare anche fuori Palermo, la notizia non è stata presa bene dai musicisti presenti, che temono di essere sostituiti nel caso in cui dovessero continuare a rivendicare i loro diritti. A partire dall’assunzione, sancita da una legge del 2004.

Ma i guai peggiori nelle ultime settimane li passano i dipendenti del botteghino. Dai piani alti non arrivano direttive né sugli spettacoli programmati e rimasti sulla carta né sulla programmazione futura e chi è a contatto con il pubblico tenta disperatamente di salvare gli ultimi brandelli di dignità dell’Ente Teatro di Messina dando risposte vaghe, che tranquillizzino gli spettatori senza scoprire la realtà che nessuno ammette: non c’è programmazione, non ci sono idee, si naviga a vista e chi dovrebbe dire cosa fare tace.

Le richieste di incontro con i vertici per sapere cosa dire e come regolarsi sono rimaste inevase e mentre gli abbonati chiedevano notizie sullo spettacolo Dreaming Cenerentola, in cartellone per ottobre, c’era chi sognava una bacchetta magica per mettere tutto a posto.