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L’effetto placebo e le risposte del paziente

Il dottor Giuseppe Di Prima

L’effetto placebo agisce con le stesse dinamiche chimiche dei farmaci, tanto che  “i farmaci e gli stimoli psicosociali (per es. le suggestioni verbali del medico verso il paziente) agiscono con gli stessi meccanismi”.

Lo ha appurato un ricercatore italiano, Fabrizio Benedetti, professore di Neuroscienze all’Università di Torino e membro dell’Istituto Nazionale di Neuroscienze in uno studio pubblicato.

I farmaci agiscono tramite il legame a recettori specifici, spiega Benedetti, “ la cui attivazione produce sia effetti terapeutici sia effetti collaterali negativi.

Gli stimoli psicosociali, attraverso meccanismi di condizionamento e di anticipazione, sono in grado di attivare specifiche  sostanze (per es. le endorfine nel caso del dolore, la dopamina nel caso della malattia di Parkinson), che si vanno a legare con gli stessi recettori ai quali si vanno a legare i farmaci, producendo effetti simili a quelli prodotti da questi ultimi”.

Questo concetto riveste una importanza particolare se si considera che implica un’interferenza tra il contesto psicosociale nel quale

la terapia è applicata e l’effetto specifico del farmaco o della procedura terapeutica. In altre parole, l’effetto del farmaco può subire una modulazione cognitiva ed emotiva. Il ricercatore chiarisce che la comunicazione medico-paziente però può avere anche effetti negativi: questo può accadere quando la comunicazione è frettolosa, eccessivamente ambigua e carica di suggestioni negative che nel cervello del paziente si traducono in una sensazione di minaccia per la propria salute.

TERAPIE VARIABILI

Una compressa colorata e squadrata è più efficace di una bianca e rotonda. I colori sono stati studiati a fondo: il rosso è associato alla potenza, il verde e l’azzurro alla calma. Le capsule che contengono granuli colorati sono superiori a qualsiasi compressa. Come tutti sanno, quando i medici fanno sul serio prescrivono iniezioni. Una siringa di soluzione fisiologica è meglio di qualsiasi pillola.

Quando i medici fanno molto sul serio, prescrivono iniezioni endovenose. E un’endovenosa di soluzione fisiologica batte un’intramuscolare. Un celebre docente di medicina diceva ai suoi studenti di dare ai pazienti una compressa tenendola con le pinze e di spiegare che era troppo potente per essere presa con le dita.

Per contattare il dottor Di Prima, farmacista e naturopata, potete scrivere a: anticospeziale@virgilio.it