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Le Donne: “Massima lealtà a sindaco e Consiglio comunale”

Il sindaco Accorinti con il neo segretario Le Donne

Addestramento, aggiornamento, formazione. Sono le parole-chiave dell’era Le Donne. Iniziata stamane, quando il neo Segretario Generale del Comune è stato presentato alla stampa dal sindaco Renato Accorinti.

Che ha subito puntualizzato: “Nessun problema con il predecessore Santi Alligo, ma in campagna elettorale ho preso l’imoegno di fare il massimo per la città e non lascerò nulla di intentato per migliorarla. E la scelta di Antonio Le Donne come Segretario Generale è un’altra tappa importante del nostro cammino”.

Poi è il turno di Le Donne, che premette immediatamente che lo si vedrà poco in conferenza stampa. “Sono venuto qui per lavorare e anche tanto e qui motivi per lavorare ce ne sono. Torno a Messina dopo 21 anni e farò di tutto per dare una mano non solo all’amministrazione, ma anche al Consiglio comunale e alla città”.

Poi il fuoco di fila delle domande dei giornalisti. Rassicura sulla propria capacità di lavorare in una Regione a Statuto speciale come la Sicilia, sottolineando che “anche se non ho esperienza di Statuto ho esperienza di lavoro. Ho imparato le leggi della Lombardia e delle Marche, imparerò anche quelle della Sicilia”.

Rispetto al doppio ruolo di Segretario generale e di Direttore generale, che gli consentirà quindi di aggiungere allo stipendio un’indennità aggiuntiva, Le Donne risponde dichiarando “partiamo da quello che posso dare e non da quello che potrò prendere. Personalmente sono contrario alla doppia funzione, ma ci sono momenti in cui serve un’unica figura che decida. La normativa è in evoluzione e penso che mantenere l’unicità della figura sia un aiuto”.

Poi i primi impegni. “Mi concentrerò da subito sul funzionamento della macchina amministrativa per dare un tono più vivace all’erogazione dei servizi pubblici -dichiara”. Una risposta molto diplomatica con una scelta accurata dei termini, che rimanda alla qualità del lavoro svolto a Palazzo Zanca e ai suoi rapporti con una dirigenza abituata a non rendere conto delle proprie azioni.

“Inizierò con un’intensa analisi della macchina amministrativa -aggiunge- per poi passare alla galassia delle partecipate. La mia speranza e la mia aspirazione sono di lavorare a stretto contato con i dirigenti e con le intelligenze e le competenze del

Comune”.

Tornando al doppio incarico, Le Donne puntualizza che risponderà con il proprio lavoro e con la propria competenza. “Il Segretario generale è il Segretario generale dell’ente. Massima lealtà quindi nei confronti del sindaco che mi ha scelto, ma massima lealtà e spirito di servizio nei confronti dell’altro organo fondamentale  che è il Consiglio comunale”.

Passaggio elegante, con il quale Le Donne ha indirettamente risposto alle polemiche sulla sua scelta alimentate apparentemente senza motivo dal Civico consesso, che fino all’ultimo, vai a sapere perché, ha difeso l’ex Segretario generale Santi Alligo, dimenticando che la scelta del più alto dirigente del Comune è, piaccia o no, di esclusiva competenza del sindaco.

E visto che come Direttore generale Le Donne potrà chiedere conto e ragione ai dirigenti del loro operato, un aspetto sul quale in passato si è glissato, a precisa domanda dei cronisti ammette che sì, “per gravi violazioni di legge e per totale e assoluta incapacità dichiarata di raggiungere gli obiettivi oggi è possibile licenziare, anche se non sempre il contesto nel quale si lavora è favorevole”.

Più di una schiena sarà stata percorsa da qualche brivido, così come non è da escludere che l’affermazione “darò l’esempio lavorando abbastanza e gli altri dovranno fare lo stesso” qualche patema d’animo lo avrà anche creato.

Passaggio-chiave su come Le Donne interpreta il proprio ruolo riguarda i numeri (uno dei grandi misteri di Palazzo Zanca, dalla quantità esatta dei cespiti comunali, ai debiti delle partecipate mai inseriti in bilancio, agli affitti non riscossi) definiti “strumento di democrazia”. “Datemi dati -chiede. Esaminiamoli insieme, interpretiamoli con spirito libero”.

E a chi gli ricorda che riferendosi a lui il candidato del centrosinistra Felice Calabrò ha di recente dichiarato “non appena vincerò il ricorso al TAR se ne può tornare da dove è venuto”, Le Donne risponde :”Sono venuto qui per dare una mano e per mettere a disposizione la mia esperienza. E poi dove dovrei tornare? A Lucca o a Macerata?”.

Molto più caustico il vice sindaco Guido Signorino, che sottolinea che Le Donne “è tornato da dove è venuto, a Messina. E poi, presentare un ricorso al TAR non vuol dire vincerlo”. “In ogni caso -conclude Le Donne- così come ho fatto a Macerata, dove ho firmato gli ultimi atti con il taxi per andare in aeroporto che mi aspettava sotto, anche qui lavorerò fino all’ultimo”.