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“L’avaro” di Molière con Alessandro Benvenuti in scena al Teatro Vittorio Emanuele di Messina

MESSINA. In scena questa sera alle 21 al Teatro Vittorio Emanuele L’avaro di Molière, diretto da Ugo Chiti, con Alessandro BenvenutiGiuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Paolo Ciotti, Gabriele Giaffreda, Elisa Proietti. 

Alessandro Benvenuti

L’Avaro è uno spaccato familiare e sociale. Arpagone è un capofamiglia balordo, taccagno e tirannico come tanti altri, circondato da un amabile e canagliesco intrigo di servi e di innamorati. Poi lo derubano e l’avarizia cessa di essere un tic, una deformità, uno spunto di situazioni farsesche. La diagnosi investe la psicologia di chi ha subito un furto, di chi è stato defraudato di un oggetto di passione affettiva ed esclusiva, della sua unica ragione di vita. Proprio la fissazione affettiva di Arpagone su un oggetto miserabile sollecita un’equivoca, ma profonda partecipazione emotiva: l’avarizia redime l’avaro.

L’Avaro è una delle commedie molieriane che presuppongono uno spaccato familiare, una casa, Ma la casa di Harpagon è anche un luogo rigorosamente finto, esplicitamente e spudoratamente teatrale. Una casa che potrebbe essere, una metafora del teatro coi suoi prodigi, le sue inverosimiglianze e la sua cartapesta. Non una vera casa borghese, dove la luce filtra dalle imposte socchiuse, meridiana o mattutina ma comunque naturale, bensì una casa dove tutto si svolge a lume di candela (non fosse l’avarizia), anche se è giorno.

“Il nostro Avaro occhieggia a Balzac senza dimenticare la commedia dell’arte -spiega il regista Ugo Chiti– intrecciando ulteriormente le trame amorose in un’affettuosa allusione a Marivaux. Contaminazioni a parte, Arpagone resta personaggio centrale assoluto mantenendo quelle caratteristiche che da sempre hanno determinato la sua fortuna teatrale, si accentuano alcune implicazioni psicologiche, si allungano ombre paranoiche, emergono paure e considerazioni che sono più rimandi al contemporaneo. La parola è usata in maniera diretta, spogliata di ogni parvenza aggraziata, vista in funzione di una ritmica tesa ad evidenziare l’aggressività come la ‘ferocia’ più sotterranea della vicenda”.

Intanto, in occasione del debutto de L’Avaro, continuano gli appuntamenti con i protagonisti degli spettacoli in scena al Teatro Vittorio Emanuele. In programma oggi, venerdì 1 marzo, alle 18 al Teatro Vittorio Emanuele l’incontro con Alessandro Benvenuti, protagonista dello spettacolo prodotto da Arca Azzurra produzioni, che sarà in scena al Teatro Vittorio Emanuele di Messina fino al 3 marzo.

All’incontro, moderato dalla giornalista Rosaria Brancato, oltre ad Alessandro Benvenuti e agli altri attori della compagnia, saranno presenti il soprintendente dell’Ente Gianfranco Scoglio e il direttore artistico della sezione Prosa Simona Celi Zanetti. Otre che agli spettatori, l’iniziativa è rivolta ai docenti e egli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado.