“Laudamo in Città”: cronaca di un successo annunciato

Giuseppe Ministeri
Giuseppe Ministeri

Oltre 1.250 spettatori, 3 settimane di spettacolo, 13 recite, 30 ragazzi in scena. Sono i numeri di Istinto, il primo spettacolo presentato dalla Compagnia DAF nel cartellone Laudamo in Città.

Un progetto chiavi in mano che prevede una programmazione di oltre 20 spettacoli (rispetto alla proposta originaria se ne sono aggiunti già altri e altri se ne aggiungeranno) destinato al ridotto del Vittorio Emanuele per la stagione 2014-2014 e pagato dall’Ente Teatro di Messina, cui va l’incasso dei biglietti, meno di 50 mila euro. Ne parliamo con il presidente della DAF Giuseppe Ministeri.

Ministeri, i numeri del primo spettacolo sembrano dare ragione alla validità del suo progetto. “Direi proprio di sì. Con Istinto di Angelo Campolo, tratto dal Pinocchio di Collodi, il cartellone Laudamo in Città è partito benissimo. Non lo dico io, lo dicono i numeri che lei ha citato, facilmente riscontrabili. Per quanto mi riguarda, sono numeri da record. Lei ricordi qualcosa di simile alla Laudamo, a Messina?”.

Sinceramente no. E comunque, non per un solo spettacolo. Secondo lei da cosa è dipeso? “Forse, possiamo azzardare, lo si può paragonare al clima fantastico venutosi a creare con quanto accadde per il Marat Sade di 40 anni fa, messo in scena sempre alla Sala Laudamo, e del quale Pompeo Oliva tante volte mi ha parlato. E poi, le ultime stagioni proposte alla Laudamo negli anni scorsi quanto sono costate e quanto ne ha ricavato l’Ente Teatro da esse? Sarebbe simpatico e interessante un raffronto di cifre. All’Ente Teatro di Messina, che ringraziamo in tutte le sue componenti per avere subito approvato il nostro progetto, chiediamo di guardare a contenuti e numeri”.

I numeri non mentono, magari il problema è riuscire ad accedervi, ma questa è un’altra storia, almeno per il momento. Tornando al cartellone, i prossimi appuntamenti? “Sono davvero tanti, ma segnalo questi in particolare: Patres di Saverio Tavano (19 e 20 dicembre), spettacolo del giovane autore teatrale messinese ormai lanciato nel panorama nazionale dei drammaturghi contemporanei, pluripremiato lontano dalla nostra città e che adesso trova spazio alla Laudamo. E poi ConTatto di Sarah Lanza (27 dicembre), attraverso il quale diamo spazio al teatro-danza con Sarah, la più importante delle ballerine emergenti messinesi. Infine Tirone (31 gennaio – 1 febbraio), che diventerà una nuova occasione di confronto e dibattito su una delle vicende più discusse ultimamente a Messina”.

Una scena di "Istinto" di Angelo Campolo
Una scena di “Istinto” di Angelo Campolo

Per avere successo a teatro bisogna giocare d’anticipo e non raccattare le briciole delle produzioni lasciate cadere

a terra dagli altri. Sta già pensando alla seconda stagione di Laudamo in Città? “Ovviamente. Solo programmando si riesce a fare operazioni di qualità, intercettando e agganciando progetti nazionali. Abbiamo già avviato una collaborazione con l’Accademia Silvio D’Amico di Roma, con la quale l’anno prossimo produrremo uno spettacolo che debutterà al Festival di Spoleto.

Siamo anche in contatto con il Teatro Stabile di Genova per lavorare anche con la loro Scuola di Teatro, anch’essa tra le più importanti e prestigiose a livello nazionale. Il nostro obiettivo è di creare un vero e proprio Centro di Formazione Teatrale, che sia punto di riferimento per il Sud e che dialoghi con le grandi realtà del centro-nord, Roma e Genova appunto, ma anche Milano. Il ministero ci chiede questo: attività sul territorio, giovani, sinergie tra organismi teatrali”.

Programmi anche per l’estate prossima? “Abbiamo in mente un’idea per Taormina, un in qualche modo simile, speculare a quello pensato per la Sala Laudamo. Un luogo (il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano), un laboratorio teatrale, un calendario di eventi. Insomma, un altro cantiere teatrale in versione estiva”.

La DAF è conosciuta come compagnia teatrale, ma non vi limitate al palcoscenico. “Infatti. Proprio in questi giorni si sta concludendo il montaggio della web series A Famigghia – A/R nelle terre del Padrino, che DAF produce con la Sicilia Film Commission e che uscirà a gennaio su un canale YouTube appositamente creato. In primavera poi, un altro prodotto audiovisivo, questa volta per la TV, che andrà in onda su Rai5. È un documentario sull’ Amleto, sempre in collaborazione con la Film Commission della Regione siciliana”.

Fin qui la parte relativa all’imprenditoria privata. Ma lei è anche consulente culturale per il Senato. “Infatti. Anche in questo caso sto lavorando a più progetti. Da una parte infatti ne avvierò uno con il MIBAC per il Teatro di Gorizia di Walter Mramor, dall’altra, essendo stato selezionato dal MIUR, il ministero dell’Università e Ricerca, il ministro Stefania Giannini mi nominerà consigliere d’amministrazione in uno dei Conservatori siciliani”.

E per quanto riguarda la sua partecipazione al bando per selezionare il soprintendente dell’INDA di Siracusa? Lei è dato tra i più papabili. “Non esageriamo! E’ già per me un onore vedere il mio nome in lizza accanto a tante altre figure importanti e dopo le tante esclusioni già effettuate. Poi si vedrà”.

Altri progetti nell’immediato? “Adesso rientro a Roma, dove devo vedere uno spettacolo, Natale in Casa Cupiello, con la regia di Antonio Latella. E sa chi c’è nello spettacolo? Il nostro Annibale Pavone! E ricordo che la seconda stanza del Pinocchio alla Laudamo, Solitudine, in scena dal 20 febbraio all’ 1 marzo 2015, è proprio la sua e contiamo di replicare il successo di Istinto”.


Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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