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L’assessore Panarello a Massa San Nicola per far rinascere il borgo

L'incontro a Massa San Nicola

Dare nuova vita ad un antico borgo dimenticato. L’idea è dell’assessore ai Villaggi Patrizia Panarello, che ha organizzato un incontro a Massa San Nicola per confrontarsi con i proprietari delle case e dei terreni abbandonato da anni.

Su Wikipedia c’è scritto che ci sono circa 10 abitanti, secondo i dati Istat sono 7, ma in realtà da tempo nessuno vive più nel piccolissimo centro.

E così l’assessore Panarello ha chiamato a raccolta diversi giovani interessati a far rinascere il più piccolo dei 48 villaggi del Comune di Messina, oltre all’architetto Sabrina Pandolfo e al cultore di storia patria Nino Berenato, che ha al proprio attivo diversi libri sulle quattro Masse.

A rispondere all’appello della Panarello una quarantina di giovani laureati, artisti e ambientalisti e appassionati di bio architettura che vorrebbero ripopolare Massa San Nicola e infondergli nuova linfa dando nuovo impulso all’agricoltura e sviluppando attività artistiche e artigianali. Il tutto, neanche a dirlo, nel rispetto più assoluto della natura, dei luoghi e dei tempi.

In attesa quindi di recuperare eventuali finanziamenti grazie a bandi per il recupero del centro storico, l’obiettivo dell’amministrazione Accorinti è quello di tagliare le gambe sul nascere a possibili speculazioni, restituendo Massa San Nicola a chi è stato costretto ad andarsene e concedendolo a giovani che

voglio dimostrare concretamente come si possa recuperare il territorio abbandonato.

“L’iniziativa -spiegano da Palazzo Zanca- ha rappresentato un momento di dialogo e di scambio di opinioni e di idee tra due generazioni, da un lato l’entusiasmo e la disponibilità dei giovani e dall’altro l’incredulità dei proprietari, alcuni dei quali hanno dichiarato di volersi ritrasferire immediatamente a Massa San Nicola, qualora vi fosse qualcuno disposto ad abitarci per contrastare il fenomeno del vandalismo”.

Negli anni infatti, le due chiese e le abitazioni sono state depredate di quel poco che il piccolo villaggio poteva offrire dal punto di vista storico e architettonico e ridare nuova vita a questi luoghi feriti, posti sotto il vincolo della Soprintendenza ai Beni Culturali, sarà una sfida non da poco.

Il nome del borgo deriva da masseria, mentre il toponimo San Nicola fu aggiunto per distinguerlo dalle altre tre Masse (Santa Lucia, San Giorgio e San Giovanni).

Come si legge su Wikipedia, Massa San Nicola faceva parte di un ampio latifondo di proprietà della Curia di Messina e le sue origini certe risalgono al XVIII secolo. L’attività principale era quella agricola, in particolare la coltivazione di agrumi e l’estrazione di essenze profumate, mentre grazie ad un corso d’acqua ben 13 mulini lavoravano per fornire la farina al territorio circosatnte.

L’ondata migratoria verso gli Stati Uniti iniziò nel secondo dopoguerra, depauperando il villaggio dei suoi abitanti, che da 450 passarono ad appena 40, fino a diminuire del tutto negli ultimi anni.