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#L’AnticoSpeziale. Curare gli anziani: una priorità assoluta

Il dottor Giuseppe Di Prima
Il dottor Giuseppe Di Prima

La cura degli anziani è una priorità assoluta da affrontare con impegno, dedizione e amore. Invecchiare è un privilegio e una meta della società. E’ uno dei messaggi proposti dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità sul tema della salute degli anziani.

Un argomento che acquista sempre maggiore importanza in una società, come quella attuale, che sta vivendo una sorta di “rivoluzione demografica”: nel 2000, nel mondo c’erano 600 milioni di persone con più di 60 anni, nel 2025 ce ne saranno 1,2 miliardi e nel 2050 2 miliardi.

Inoltre, le donne vivono più a lungo degli uomini in quasi tutte le società. Di conseguenza, nella fascia di popolazione molto anziana, il rapporto fra donne e uomini è di 2 a 1. In Europa, come in molti altri paesi ricchi, una persona su 5 ha più di 60 anni. Questo rapporto scende a 1 su 20 in Africa.

E’ tempo di adottare le misure necessarie per far fronte alle conseguenze dell’incremento della popolazione anziana, come l’aumento della frequenza di patologie croniche tipicamente legate all’invecchiamento, che tipicamente è accompagnato da un aumento del carico delle malattie non trasmissibili, come quelle cardiovascolari, il diabete, la malattia di Alzheimer e altre patologie neuro-degenerative, tumori, malattie polmonari e problemi muscolo-scheletrici.

Ne consegue che la pressione sul sistema sanitario mondiale aumenta. Le malattie croniche impongono alla popolazione anziana un peso elevato in termini di salute, di tempo ed economici, proprio a causa della lunga durata di queste malattie, della diminuzione della qualità della vita e dei costi per le cure.

Secondo il rapporto “Stato di salute e prestazioni sanitarie nella popolazione anziana” del ministero della Salute, la popolazione anziana oggi in Italia determina il 37% dei ricoveri ospedalieri ordinari e il 49% delle giornate di degenza e dei relativi costi stimati. Sebbene il rischio di malattie aumenti con l’età, i problemi di salute non sono una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento. Infatti, se per molte di queste patologie non si conoscono misure preventive efficaci, per altre invece sono già note da tempo.

justify;">Fra queste c’è l’adozione di un sano stile di vita che include una regolare attività fisica e una sana alimentazione, evitando anche il fumo. Inoltre, le misure di prevenzione includono anche indagini cliniche per la diagnosi precoce, come nel caso degli screening per il tumore del seno, della cervice uterina e del colon retto, del diabete e relative complicazioni, e della depressione. La popolazione con più di 64 anni, dicono i dati Istat, è aumentata dal 2013 al 2014 del 2,67%. E così l’indice di vecchiaia, che misura il rapporto tra il numero degli ultra65enni e il numero di giovani fino ai 14 anni, si è innalzato in modo consistente durante l’ultimo triennio, mentre gli anziani che vivono da soli sono il 26% della popolazione totale.

Quest’anno, nonostante i tagli decisi dal governo nei confronti delle Regioni, sono stati confermati gli stessi stanziamenti del 2014. Il progressivo invecchiamento della popolazione è in stretta correlazione con l’emergere di problematiche che pongono al centro il tema della sostenibilità dei sistemi socio-assistenziali, in risposta ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie. La frammentazione delle reti familiari e del tessuto sociale rende l’anziano sempre più fragile e incapace di gestire in autonomia le difficoltà della vita quotidiana.

Pertanto, è opportuno ripensare ai modelli di sostegno e di convivenza, ma anche costruire una rete capillare di relazioni all’interno del territorio, capace di dare risposte adeguate alle famiglie, per rendere meno gravoso il peso della quotidianità, prevedendo e prevenendo così l’isolamento e l’esclusione sociale di tutti i componenti. In alcune regioni sono già stati avviati la sperimentazione di strutture per anziani fragili e una nuova assistenza domiciliare, in grado di dare una risposta veloce ai diversi bisogni e di aiutare gli anziani a rimanere nelle loro case.

I progetti in fase di sperimentazione sono Pronto Badante – Pronto Badante (numero verde a cui rivolgersi per trovare una/un assistente familiare preparata/o e adeguatamente formata/o) e Convivenza anziani e RSA (Residenze Sociali Assistite) – Zone abitative e attrezzate per anziani fragili ma autosufficienti.

Così, verrà semplificata la vita a chi cerca un posto, consultando semplicemente un sito. E’ indispensabile quindi attuare e sviluppare questi progetti e promuovere politiche sociali e socio-sanitarie oltre il livello regionale, in termini di equità, responsabilità, sostenibilità economica, sviluppo e innovazione.