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#L’anticospeziale. E’ ancora tempo di diete

Il dottor Giuseppe Di Prima
Il dottor Giuseppe Di Prima

Dopo le innumerevoli consulenze sulle diete (vedi i tanti articoli sull’argomento scritti su Sicilians) mi pervengono ancora richieste da lettori con idee poco chiare o totalmente errate. Ho lavorato sin da ragazzo in questo settore e alcuni anni addietro ho concluso la mia carriera da consulente e unico referente provinciale per una famosa dieta che, pur non condividendone i principi, faceva parte del mio redditizio lavoro. Adesso, pensionato e libero di esprimermi senza condizionamenti, posso rispondere alle numerose richieste attuali riprendendo il discorso con qualche ultima e definitiva considerazione chiarificatrice.  Al giorno d’oggi recuperare e mantenere la giusta silhouette sembra essere il problema più ricorrente.

Che si sfogli un giornale o si guardi una trasmissione televisiva, sono costantemente presenti richiami al fatto che siamo obesi, a quanto sia pericoloso esserlo e quale dieta si rivela più efficace per farci recuperare velocemente (anche il fattore tempo è importantissimo!) il peso forma ideale. Decine di cosiddette diete dimagranti miracolose ci assillano, alcune delle quali presentate da illustri scienziati che, pagando profumatamente, si fanno intervistare per diffondere le loro preziosissime (in termini di ritorno in denaro) idee nutrizionistiche.

Lo stile di vita dei nostri giorni è caratterizzato da grande disponibilità di cibo e da una sempre più diffusa sedentarietà che portano a vivere in una situazione di apparente benessere psico-fisico che spesso non corrisponde con lo stato di salute. Ci siamo progressivamente arricchiti di cibi ad alto contenuto di calorie, grassi saturi e zuccheri fino a superare l’apporto di nutrienti necessario. Durante la giornata le occasioni per consumare cibo industriale (che nel nostro settore è definito cibo spazzatura) si moltiplicano, mentre è difficile trovare tempo per il movimento. All’esercizio fisico sono dedicati pochi minuti al giorno o qualche ora alla settimana. Tutto ciò porta a uno squilibrio tra le calorie assunte attraverso il cibo ingerito (entrate) e il dispendio energetico (uscite) che si manifesta con un aumento di peso.

Parlo ovviamente di individui sani e non con obesità patologica. Sapendo che il nostro organismo ha bisogno inequivocabilmente di un apporto di nutrienti scientificamente equilibrato e stabilito anche nelle proporzioni, si deduce che tutte le diete squilibrate sono ideate da persone squilibrate per utenti squilibrati. Infatti molte diete famose e sicure sono scomparse perché, a lungo andare, hanno mostrato il proprio lato negativo. Allora, quale dieta utilizzare per perdere i chili di troppo senza danno? A chi rivolgersi? E quanto costa?

La risposta è troppo semplice: cambiare dieta. Ma non con quella di Nicolina o del prof. Pallino. Dieta, dal greco diaita e poi dal latino diaeta, significa “stile di vita” “modo di vivere”. Esiste infatti un sistema alternativo alle diete draconiane che ci sono in giro e gratis. Bisogna convincersi che non basta pagare qualcuno per dimagrire, continuando a vivere come prima. Si perderanno soltanto i primi 3 chilogrammi nella prima settimana, insieme al denaro e alla salute. Per perdere i chili di troppo accumulati non serve il denaro, ma soltanto due elementi senza i quali tutti, ripeto tutti,  non raggiungeranno mai l’obiettivo prefissato.

I due elementi sono testa e movimento. Inizio dal secondo elemento perché più sbrigativo. Se si pensa di continuare a usare tutti i mezzi rilassanti antifatica, dalla poltrona all’ascensore o all’auto, come prima, è tempo perso. Bisogna muoversi molto, camminando a lungo, salendo le scale e aggiungere qualche lunga passeggiata a passo svelto ogni giorno. Solo così la ciccia depositata in alcune zone del corpo può sciogliersi ed essere eliminata. Eliminata come?  Il grasso che perdiamo con le diete, dove va a finire? Il grasso perso è eliminato dal corpo attraverso la respirazione. Infatti, secondo i risultati di serie ricerche scientifiche il grasso si trasformerebbe in anidride carbonica della quale il corpo si depura tramite l’espirazione. I polmoni sono l’organo escretore primario per il grasso. Perdere peso significa sbloccare il carbonio immagazzinato nelle cellule adipose 

Di conseguenza, pensare di perdere peso soltanto seguendo una alimentazione diversa, senza accompagnarla con una buona dose di esercizio fisico, non serve a molto e comunque, non serve per perdere peso correttamente, incidendo sulla massa grassa. Nello specifico, i risultati delle ricerche hanno rivelato che 10 chili di grasso sono trasformati in 8,4 chili di anidride carbonica (che è espulsa dal nostro corpo quando espiriamo) e 1,6 chili di acqua (che sono secreti attraverso urina e sudore).

La palestra serve solo al gestore: motivo testa. Non si può infatti cedere una parte di responsabilità ad altri. Bisogna concentrare tutta la volontà e gli sforzi sulla nostra decisione. Per quanto riguarda la testa, cioè il cervello, bisogna convincersi che si sta attuando un nuovo stile di vita (dieta) e memorizzare un nuovo comportamento diverso dal precedente, promettendo a se stessi, dopo un profondo esame di coscienza, l’accettazione incondizionato di tutto il programma.

Se non si ha la forza psicologica e

il carattere forte di non cercare aiuti esterni, si può iniziare e concludere con successo senza, come succede spesso, sprecare denaro e salute. La testa per esempio, se ha accettato e memorizzato il programma, suggerisce subito istintivamente l’acquisto di scarpe più comode e a tacco più basso per le lunghe passeggiate ed elimina il desiderio di dolci, la voglia di snack e quant’altro possa intralciare il nuovo programma. Che non è necessario introdurre completamente da un giorno all’altro (“da domani inizierò la dieta”) ma può essere intrapreso anche gradualmente senza creare scompensi psicologici.

La testa serve anche per la  lettura (con completa assimilazione) dei seguenti consigli.  E’ necessario impegnarsi da soli o eventualmente con l’aiuto di familiari perché la volontà e l’impegno non devono essere delegati ad altri. La dieta è una terapia su misura ed è quindi indispensabile costruirsela da sé. E’ semplicissimo perché prevede soltanto una diminuzione delle porzioni,  con un ampliamento a largo raggio della varietà delle portate. Se si rimane con appetito e si desidera saziarsi, unico gruppo di alimenti che può essere aumentato sono i vegetali: verdure cotte o crude anche in abbondanza.

Unica novità potrebbe essere la sostituzione delle farine raffinate con quelle integrali per pane, pasta, biscotti e simili e, ovviamente, la quasi totale eliminazione di zucchero e sale da cucina per i quali il nostro organismo ha bisogno soltanto piccolissime quantità, già sufficienti nei normali alimenti. Il nostro organismo è formato da carboidrati, proteine, grassi, vitamine, sali minerali, acqua, ecc. cioè dai principali nutrienti presenti nei cibi che un individuo sano e consapevole giornalmente ingerisce. Ogni nutriente è quindi fondamentale per la nostra sopravvivenza e per la nostra salute.

Solo le proporzioni sono differenti per cui possiamo dedurre che la percentuale maggiore dovrebbe essere riservata agli alimenti di origine vegetale. Questi alimenti sono ricchi di nutrienti non energetici come le vitamine, i sali minerali, acqua biologica, fibre, e di composti protettivi. In percentuali più limitati vengono poi gradualmente i legumi, i carboidrati (pane, pasta, riso, patate, biscotti), i condimenti con i grassi, il pesce, la carne. Un aiuto può essere tratto dalla seguente tabella:                                                                                                                                             Quante volte a settimana?

CARNI2 volte alla settimana
INSACCATI1-2 volte alla settimana
PESCI3 volte alla settimana
UOVAn.2-3 alla settimana
LATTE E YOGURTogni giorno
FORMAGGI2-3 volte alla settimana
VERDURA E FRUTTAtutti i giorni
PANE, PASTA ECC. (limitati)tutti i giorni
PIATTO UNICO (es. pasta o riso con legumi)3-4 volte alla settimana

 

E’ molto importante non saltare la colazione. Non posso non ricordare che scientificamente la colazione dovrebbe costituire il pasto più nutriente della giornata: contro l’atavica abitudine di fare una leggerissima colazione o addirittura saltarla, sento di perdere inutilmente tempo. La colazione deve essere nutriente e deve essere consumata lentamente. Masticare piano, infatti, non solo aiuta a digerire meglio, ma anche a sentire il senso di sazietà. Oltre al latte o allo yogurt, un uovo o insaccati potrebbero completare il necessario apporto di proteine.

Bere molta acqua. Non usate bevande caloriche e gassate; preferite sempre e soltanto l’acqua. Tisane drenanti. Non hanno sempre un buon sapore, ma funzionano. L’ideale sarebbe utilizzare un buon drenante per disintossicarsi ed eliminare l’eventuale ritenzione idrica e le scorie indesiderate che si liberano. Potrei suggerirlo anche personalizzandolo. Saltare ogni tanto un pasto non aiuta a dimagrire perché con il digiuno il metabolismo si abbassa e al pasto successivo si avrà un maggiore deposito delle calorie sotto forma di grasso di riserva. Non aiuta nemmeno eliminare i grassi, perché essi servono ad assorbire le vitamine liposolubili utilissime per la pelle, per il cervello, per i nervi e per le membrane di tutte le cellule.  Via libera all’olio di olive extravergine, crudo o in cottura, che secondo le moderne ricerche rappresenta  addirittura un farmaco contro le alterazioni circolatorie.

Le diete povere di carboidrati, molto diffuse, non tengono conto dei danni a lunga scadenza. Il glucosio, termine ultimo della digestione dei carboidrati, è il principale nutriente non soltanto del nostro cervello ed è accumulato nel fegato e nei muscoli come scorta di energia prendendo il nome di glicogeno. Se non assumiamo carboidrati, i depositi presenti si esauriscono producendo, dalla reazione glicogeno-glucosio, molte molecole di acqua. L’eliminazione di questa acqua rappresenta l’illusorio immediato vantaggio della perdita di peso, nella maggior parte delle diete industriali, a scapito di un depauperamento fisiologico non dovuto a perdita di grasso, come quasi sempre per ignoranza si deduce ma, continuando, anche a perdita di massa muscolare.                                                                                                                               

Le proteine muscolari infatti sono trasformate in energia facendo perdere massa muscolare, ossia la massa metabolicamente attiva. Le conseguenze per la salute preferirei farle dedurre ai nutrizionisti, ai dietologi e a tutti quelli che traggono vantaggi economici dalla distribuzione di diete. Ma forse è meglio ancora un chiarimento: la riduzione del metabolismo, cioè l’energia che il corpo consuma, compromette anche il sistema immunitario, endocrino e renale, riduce i livelli di ormone tiroideo e favorisce eventuali insorgenze di altri disturbi. Concludo quindi affermando che serve accelerare il metabolismo con il movimento e non abbassarlo con il digiuno.

Per contattare il dott. Di Prima (farmacista e naturopata) scrivete a: anticospeziale@virgilio.it