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#L’AnticoSpeziale. Diete ipocaloriche per perdere peso?

Il dottor Giuseppe Di Prima
Il dottor Giuseppe Di Prima

La maggior parte delle persone che vuole perdere peso sostiene che è necessario mangiare poco, ma non è così. Anzi, è il contrario. Si deve mangiare in maniera giusta e spesso: solo allora l’organismo comincerà a bruciare i grassi.

Con usuali diete dimagranti si mangia in quantità ridotta prolungando il regime restrittivo nel tempo. Diete che pur essendo state bocciate da anni di insuccessi e da innumerevoli seri studi clinici, sono ancora propinate dai dietologi.

La maggior parte delle diete che comportano una restrizione calorica, ignorano o sottovalutano il fatto che non appena l’introduzione di cibo diminuisce, l’organismo risponde rallentando i consumi.

Il nostro corpo percepisce questa riduzione come carestia. Per difendere i grassi deve limitare i consumi, abbassando il metabolismo di base che rappresenta oltre il 70% del consumo di calorie. Per abbassare il metabolismo di base va a ridurre la massa magra (massa muscolare) che consuma più energia. Ecco perché spesso, durante una dieta ipocalorica ci si sente spossati. Un metabolismo pigro porta indolenza fisica e mentale, accumulo di sostanze di scarto difficili da eliminare, perdita di massa magra.

Il dimagrimento generalizzato inoltre porta frequentemente anche una perdita di tonicità muscolare e tissutale (ad esempio, la perdita di seno per le donne). E poi si rischia il tipico effetto yo-yo, per cui una volta finita la dieta, si tende a riacquistare massa grassa e si deve ricominciare da capo, rischiando col tempo di danneggiare la massa muscolare.

Non è difficile perdere peso purché si abbia la volontà di utilizzare due fattori che sono indispensabili: testa e movimento. Altrimenti, è meglio abbandonare l’idea per non sprecare tempo, denaro e salute. Preferisco iniziare dal secondo fattore, il movimento. Chi vuol perdere i chili di troppo deve rendersi conto che non è possibile continuare a far riposare l’organismo perché bisogna muoversi di più.

Non è indispensabile la palestra. Basta camminare, cercare tutte le possibili evenienze per utilizzare le scale e ancora camminare, muoversi. Ed ecco perché diventa molto importante l’altro fattore: bisogna registrare nella testa il movimento insieme alle poche regole che seguono, sugli alimenti. Se la testa non è disponibile a mantenere forti decisioni, l’insuccesso è assicurato.

Più che badare alle calorie è indispensabile ridurre l’apporto degli zuccheri (idrati di carbonio). Più è grande la riduzione o addirittura l’eliminazione, più velocemente si avranno le soddisfazioni. Invece di avere sotto gli occhi l’elenco delle calorie, è di gran lunga preferibile controllare costantemente l’indice glicemico per la scelta degli alimenti.

Esiste una scala (disponibile gratuitamente su richiesta) dove l’abituale zucchero rappresenta il massimo (da eliminare) seguito dalle farine raffinate (dolci, pane, pasta, eccetera). Un enorme elenco di proteine, verdure, frutta, e farinacei integrali sono invece permessi e disponibili, da dividere in piccole dosi e in cinque pasti giornalieri, con una gradualità quantitativa contraria alle nostre abitudini.

Il pasto più abbondante dovrà essere al mattino (prima colazione) per poi scalare fino al meno abbondante, la sera. Se le piccole dosi non sono sufficienti per placare la fame, ci si può saziare con enormi quantità di verdure cotte o crude. Bisogna bere solo tanta acqua pura, eventualmente con aggiunta di the o tisane personalizzate per velocizzare l’eliminazione delle scorie.

Per ragioni di spazio non posso dilungarmi su particolari anche utili e interessanti, ma la linea di condotta è tracciata e certamente non è difficile da intraprendere. Sono disponibile a rispondere privatamente via e-mail per qualsiasi chiarimento.

Per contattare il dottor Di Prima, farmacista e naturopata, scrivere a: anticospeziale@virgilio.it