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L’anima in fiamme delle Due Vie

L\’incrocio dove appare l\’anima in fiamme

Dopo aver aperto una romantica parentesi, nella puntata precedente, con la leggenda della città di Risa, torniamo alle inquietanti apparizioni che popolano la nostra città. La vicenda che ci apprestiamo a raccontarvi è da tempo nota nella zona conosciuta a Messina come i “ddu Vii, “le due Vie”, ovvero l’incrocio tra la via Antonio Martino e la via Santa Cecilia. La confluenza tra le due strada, genera una sorta di slargo, ampliato dall’intersezione con un’altra importante arteria cittadina, la via Cesare Battisti (la vecchia via Cardines). Molti residenti della zona, e non solo, testimoniano di aver visto un corpo avvolto dalle fiamme dimenarsi ed attraversare velocemente lo spiazzo, senza però emettere alcun rumore. Abbiamo parlato con Andrea, 27 anni, che ci ha raccontato la sua inquietante vicenda.

“In realtà ho avuto due esperienze con questo fantasma o spirito, non so neanche come chiamarlo. Il primo incontro risale a circa dieci anni fa. Ricordo che avevo preso da poco la patente e stavo tornando a casa dopo una serata con la mia ragazza. Mi fermai al rosso del semaforo della via Antonio Martino, credo fosse appena passata l’una di notte e, ad un certo punto, vidi correre davanti a me una figura in fiamme, che mulinava vorticosamente le braccia. In una frazione di secondo scesi dalla macchina per prestare soccorso all’uomo ma, non appena aprii lo sportello, non vidi più nulla. Mi guardai immediatamente intorno per cercare qualcun altro che potesse confermare la mia visione ma, purtroppo,

ero l’unica persona presente in zona. Tornai velocemente a casa, con una gran paura addosso e nei giorni seguenti, parlandone anche con mio fratello, mi resi conto che l’apparizione non poteva essere reale.

Non avevo sentito né un urlo, né un grido di dolore, naturale per un uomo che sta per morire divorato dalle fiamme. Inoltre, spulciai attentamente i giornali locali nei giorni a seguire, ma nessuno di questi parlò di incendi o di ritrovamenti di cadaveri carbonizzati. Finii per non pensare più a quell’esperienza ma, circa due anni fa, l’orrore mi si ripresentò davanti. Stavolta ero a piedi e stavo passeggiando con il mio cane, come sono solito fare ogni sera. Non era molto tardi, poteva essere al massimo mezzanotte ma, essendo un giorno feriale, la zona non era molto trafficata.

Un altro scorcio della stessa strada

Il cane si era fermato vicino al semaforo e, nell’identico punto dell’altra volta, vidi lo stesso corpo in fiamme che mi sfrecciava davanti. Stavolta riuscii a volgermi velocemente nella sua direzione e lo vidi sparire all’inizio della via Santa Cecilia, proprio di fronte alla chiesa di Sant’Antonio. Nella concitazione del momento non mi resi conto che dietro di me c’era un signore piuttosto anziano, pallido come un cencio, che aveva assistito all’apparizione. Finalmente, grazie alle conferme del mio compagno di sventura, mi convinsi di non aver sognato l’uomo in fiamme”.

Purtroppo non siamo riusciti a risalire ad eventuali incendi nella zona. Di certo, le apparizioni delle “Due Vie”, fanno pensare ad una povera anima perita tra le fiamme che non ha ancora trovato pace.