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L’Aicon incassa la solidarietà della Giunta Accorinti e va a Palermo

I lavoratori Aicon in presidio a Palermo

“Dopo 2 audizioni alla Commissione Lavoro della Regione e la decisione di istituire un tavolo apposito, è necessario dare gambe e piedi a questo tavolo. L’obiettivo è la ripresa di un’esperienza industriale che negli stabilimenti messinesi ha avuto e ha la capacità ed il personale per progettare, realizzare e commercializzare yacht che solo qualche anno fa si aggiudicavano premi e riconoscimenti nei saloni specializzati”. Così Vincenzo Capomolla del sindacato USB di Messina sulla vicenda dell’Aicon di Giammoro.

Ieri i lavoratori hanno incassato la solidarietà della Giunta Accorinti e oggi sono a Palermo per un confronto con l’assessore alle Attività produttive Linda Vancheri.

“Abbiamo presentato al vice sindaco Guido Signorino la situazione dei 324 ex lavoratori Aicon, tutti licenziati e in mobilità -spiega il dirigente sindacale- incassando l’interesse dell’amministrazione e la decisione di farsi parte attiva nella questione, con un comunicato ufficiale della Giunta, pronta a “per trovare ogni soluzione per la ripresa delle attività della cantieristica messinese”.

Dall’incontro con l’esponente dell’esecutivo Crocetta, lavoratori

e sindacato si aspettano la concretizzazione delle promesse dei mesi scorsi. “Sarebbe un delitto non provarci -aggiunge Capomolla- e i lavoratori sanno che ci sarà bisogno della spinta e della partecipazione di tutti. Ma davvero in questa regione, in quest’isola, circondata da arcipelaghi di isole, meta turistica e storica da rilanciare, con servizi anche pubblici ed essenziali da riprogettare e costruire, crocevia e snodo navale in mezzo al Mediterraneo, non c’è spazio per un’esperienza nautica e cantieristica così importante?

Se questo non sarà possibile, e non vogliamo crederlo, resteranno comunque altri 324 lavoratori licenziati e da ricollocare, per un’esperienza che non più tardi di 5 anni fa con l’indotto arrivava a occupare 1.500 unità”.

Alle istanze dei lavoratori la Regione Sicilia deve rispondere con un piano occupazionale che dia risposte concrete ed immediate a chi ha pagato sulla propria pelle una gestione che si è rivelata fallimentare.

“Di una cosa siamo certi -conclude Capomolla- ed è che oggi l’unico sforamento del patto di stabilità che ci interessa  è quello già avvenuto e che continua ad avvenire con lavoratori e cittadini, stabilmente senza lavoro e con le tasche sforate. Non sarà facile ma nessuno può più permettersi di fare spallucce”.