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L’ACR tace. Ai microfoni il tecnico Novelli e Zampaglione

Zampaglione

A interrompere la striscia di risultati positivi di un Messina a corto di punti nientemeno che una sonora sconfitta casalinga inferta dalla Vigor Lamezia. E quando sembrava passata, la crisi travolge ancora i peloritani, protagonisti ieri al San Filippo di una prestazione da dimenticare e puniti da un poker di reti che lascia poco spazio alle attenuanti.

Una maldestra difesa a contenere le incursioni degli ospiti, un centrocampo a corto di idee e il reparto offensivo letteralmente non pervenuto costituiscono il bilancio di una gara che sulla carta avrebbe dovuto fruttare tre punti.

La squadra lascia il terreno di gioco accompagnata dai fischi della curva spazientita. Poi il silenzio stampa. Ai microfoni dei cronisti, al termine della gara, l’attaccante autore della doppietta Domenico Zampaglione e il tecnico Raffaele Novelli, dal 4 novembre alla guida della Vigor Lamezia.

Tutto troppo facile. Ve l’aspettavate? “C’è sempre un lavoro alle spalle di certe prestazioni – afferma il bomber Zampaglione. Abbiamo faticato durante la settimana e preparato questa partita”.

Grande prestazione e una doppietta. Quale rete sceglie? “La prima. Il mister ci aveva chiesto di pressare alto e quella rete è stato il frutto del nostro pressing. Un errore loro e la concentrazione nel calciare. Non è facile. Se non sei concentrato rischi di mandare la palla in curva”.

Avete mandato letteralmente in tilt la difesa del Messina. “Sapevamo che loro giocavano con la difesa a tre e abbiamo preparato la gara anche in funzione di questo”.

Dove vuole arrivare questa Vigor Lamezia che si era fermata dopo le quattro vittorie iniziali per poi ripartire dopo il cambio della guida tecnica? “Siamo partiti benissimo, poi ci siamo fermati. Sono momenti. L’importante è riprendere la corsa in un campionato equilibrato in cui non puoi permetterti di sbagliare”.

Siete stati bravi a sopperire alle defezioni. “Purtroppo dall’inizio della stagione ci portiamo dietro quattro, cinque infortunati, specie nel reparto avanzato. Così cerchiamo di stringerci e fare bene”.

Un commento sulla seconda marcatura. “Si aspettavano che andassi dentro con il sinistro, ma con una finta sono andato dall’altra parte e a porta aperta è stato tutto più facile. Un gol frutto di una bella azione”.

Vi attende la gara casalinga da recuperare con il Teramo vice-capolista appena sconfitta dall’Arzanese fanalino di coda. Tre impegni in otto giorni costituiranno un problema? “Sicuramente non è semplice giocare tre partite in una settimana. Dobbiamo rimetterci subito a lavoro e pensare a una gara alla volta. Sbagliandone una si rischia di compromettere quella successiva”.

C’è tra tutte una formazione che reputa candidata ad arrivare tra le prime otto? “Il Foggia esprime un buon calcio e arriverà tra le prime”.

Il Messina ce la può fare o deve iniziare a preoccuparsi? “Il Messina ha giocatori che hanno vissuto momenti bui anche in categorie superiori, dove c’erano ancora più pressioni. Riuscirà a tirarsi fuori. Bastano un paio di risultati e in questo campionato cambia tutto”.

Da mister Costantino a mister Novelli cosa è cambiato? “Costantino magari preferiva attendere l’avversario. Il credo di Novelli è quello di attaccare”.

Quei tiri da fuori area era stati appositamente studiati, visto anche il terreno di gioco? “Sì. In un terreno scivoloso c’è la possibilità che la palla schizzi. Noi abbiamo peraltro approfittato della difesa bassa del Messina, che magari temeva la nostra velocità”.

Pressing alto e ripartenze per far male a questo Messina. Avevate preparato così questa gara? “Avendo dei giocatori con certe caratteristiche ho chiesto di stare corti e fare un pressing offensivo -dichiara il tecnico Novelli. Credo ci si difenda meglio nei pressi della porta avversaria”.

Era impossibile ipotizzare un risultato così rotondo alla vigilia? “Siamo andati in vantaggio in maniera diversa da come ci eravamo preparati a fare, ma abbiamo avuto buone idee nei primi trenta minuti. Potevamo andare più volte in vantaggio. Poi qualcosa non mi è piaciuta. Quando il Messina è rimasto in dieci abbiamo buttato via troppi palloni invece di giocare palla a terra”.

Con Zampaglione è tutto più semplice? “Penso sia merito anche dei compagni che lo mettono in condizione di poter fare gol. Come è vero che lui ha le caratteristiche per farlo, cercando gli spazi e inserendosi. Il lavoro è comunque di squadra. Contano l’equilibrio, il collettivo, la mentalità e l’intensità”.

È una Vigor che può stare tra le prime otto del campionato? “Noi dobbiamo viverla giorno per giorno, senza pensare alla classifica ma solo a migliorare. La domenica è una ripassata di quello che costruisci durante la settimana”.

Non hanno pesato le assenze, alcune anche rilevanti. “Sono interpreti diversi che il tecnico di volta in volta sceglie. Sono contento quando ho tutti a disposizione perché credo nella sana concorrenza che aiuta a crescere”.

È preoccupato da tre gare in una sola settimana? “Penso solo alla prossima. Al momento dobbiamo essere contenti di questa gara ma dobbiamo star lontani dalla presunzione, dall’egoismo, dalla superficialità. Siamo una squadra che quando pressa può far male e quando non lo fa subisce”.

Individua una formazione che sarà tra le prime otto o è ancora troppo presto? “È un campionato difficilissimo. La C1 è da passeggio, non c’è un vero obiettivo. Nella C2 quando pensi di saper qualcosa ti trovi sotto e non ne esci. C’è equilibrio. Squadre che si pensava fossero destinate alla retrocessione stanno in testa alla classifica perché hanno un collettivo, una organizzazione di gioco, una condizione fisica. Senza intensità si soffre. Credo la squadra con un organico superiore sia la Casertana. Poi ci sono squadre che hanno meno qualità ma altrettanto valide. Lo stesso organico del Messina credo possa arrivare fino in fondo. Conosco alcuni giocatori perché li ho avuti con me”.

Il Messina, a suo avviso, deve preoccuparsi? “L’errore da non commettere è contare sulla tradizione calcistica senza un organico ammazza-campionato. In quel caso puoi trovare una squadra provinciale che ha più qualità. La pressione fa crescere sì, ma non è una passeggiata. Il nome non fa raggiungere il risultato. Sono la fame, la voglia, la rabbia che hai dentro a farti superare le difficoltà”.