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La vita di Adele

La vita di Adele 

Paese: Francia, Belgio, Spagna

Genere: Drammatico

Durata: 179 minuti

Regia: Abdellatif Kechiche

Palma d’oro al Festival di Cannes per questo piccolo capolavoro ispirato al pregevole fumetto “Il blu è un colore caldo” di Julie Maroh.

Adele ha quindici anni e un sogno dentro al cuore, trovare il suo principe azzurro, l’uomo della sua vita che la porti via con sé verso un radioso futuro insieme. Un giorno incontra un bel ragazzo che si innamora di lei, praticamente un colpo di fulmine: il suo nome è Thomas.

Tutto sembra andare senza intoppi verso la realizzazione del suo sogno, ma allora perché la giovane continua ad avere inquietanti fantasie erotiche insieme alla ragazza con i capelli blu che le capita di incontrare per strada? Adele si rende conto di essere omosessuale proprio quando Emma, la ragazza con i capelli blu le si avvicina e il suo grande sogno d’amore ha inizio. Solo che non c’è alcun principe azzurro e il rapporto con l’oggetto del suo desiderio è tanto appassionato quanto caotico e imprevedibile.

È difficile non lasciarsi trasportare dalle emozioni delle due protagoniste di questo film. Kechiche decide di puntare tutto sull’emozione e la forza esplosiva del sentimento che nasce tra Adele ed Emma e fa del loro rapporto l’unico e insostituibile centro della narrazione.

La passione tra le due giovani è ovunque e procede di pari passo con la loro vita, attraverso il susseguirsi dei giorni, dei mesi e delle stagioni, durante le quali cambia tutto, ma non la forza della loro passione. È di certo un film per adulti, dato che la forza e la natura esplicita di molte scene preclude la visione ad un pubblico più giovane.

Il film infatti contiene diversi e prolungati piani sequenza di scene passionali senza censura alcuna, ma anche senza volgarità alcuna perché non è l’atto sessuale il centro della narrazione, bensì la forza emotiva che lo genera. Un film allo stesso tempo delicato e travolgente esaltato da una grandissima Adèle Exarchopoulos, che a dispetto della giovane età ha regalato una performance irripetibile. Consigliato ad un pubblico adulto (e soprattutto maturo).

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.