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La Vara si è mossa, cronaca della 478^ edizione

La prima edizione è del 1535, anche se allora fu un evento più politico che religioso. Si celebrava la vittoria dell’imperatore Carlo V sul pirata Ariadeno Barbarossa a Tunisi e la machina fu pensata e realizzata per celebrare la potenza di un uomo “sul cui regno non tramontava mai il sole”. Oggi, poco dopo le 18.30, è iniziata la 478^ edizione della festa popolare alla quale Messina è più legata.

Un avvio problematico, visto che uno dei tiratori, proprio durante il primo strappo, è scivolato, creando un’inevitabile reazione a catena. Un po’ di confusione, molta paura anche tra la folla all’incrocio tra la via Garibaldi e il viale Giostra, poi la situazione si stabilizza e la Vara riprende il proprio percorso.

A dare il via il sindaco Renato Accorinti, che ha sì agitato una bandiera inneggiante alla Madonna, ma indossando una maglietta con la scritta AddioPizzo.

Un riferimento alla difesa di legalità e a quanto è successo l’anno scorso, quando due componenti l’ex Comitato Vara Franco Molonia e Franco Celona hanno aggredito i ragazzi di AddioPizzo che distribuivano volantini nei quali chiedevano alla Madonna di liberare Messina dalla mafia, che più chiaro non avrebbe potuto essere.

Aggiornamento delle 19.24

E dopo il primo strappo, il secondo, il terzo e il quarto e così via fino ad arrivare alla Prefettura, dove la Vara è stata salutata dagli spari tradizionali.

Poi la corsa riprenderà verso il Municipio, dove è prevista un’altra sosta. Intanto, come è tradizione, all’arrivo al Palazzo del Governo il prefetto Stefano Trotta è sceso e si è incontrato con il sindaco Reanto Accorinti. Entrambi emozionati e alla prima edizione, hanno ribadito davanti alle telecamere di RTP l’impegno a lavorare insieme per la città. “E’ un momento difficile -ha dichiarato Trotta- ma passerà”.

Aggiornamento delle 19.42

La Vara è arrivata al Municipio. A salutarla all’arrivo e alla partenza le sirene delle navi. Prima dell’arrivo la fermata nei pressi del viale Boccetta, dove l’evergreen padre D’Arrigo, che pure l’anno scorso non aveva certo condannato il comportamento di Molonia e Celona. La corsa riprenderà tra un quarto d’ora e ci sarà l’appuntamento più difficile e più temuto: la girata di via I Settembre. Rompendo le consuetudini il sindaco non segue la machina votiva ma continua ad accompagnare la Vara direttamente sul cippo. Ad aspettarli, lo si è già visto alla finestra, l’arcivescovo La Piana.

Aggiornamento delle 19.58

Accompagnata dallo scampanio e dai colpi a salve, la Vara si è mossa da Palazzo Zanca per proseguire il cammino verso la via I Settembre. I tempi sono stati rispettati e la manifestazione prosegue senza incidenti.

Aggiornamento 20.21

Piazza Duomo si prepara ad accogliere la machina votiva mentre i capi Vara si preparano per la girata. Dalla piazza arriva un segnale di incoraggiamento con lo scampanio delle campane e lo sparo dei mortaretti.

Aggiornamento 20.40

La prima corda è già stata stesa in via I Settembre, adesso si sta operando per posizionare la seconda corda.

Aggiornamento delle 20.49

La manovra della girata è stata perfettamente eseguita, anche se pare che a causa della folla un paio di persone si siano fatte male, rischiando di essere travolte. A salvarli sono stati i timonieri che prendendoli letteralmente a calci hanno impedito che fossero schiacciati. Intanto la Vara si avvicina all’incrocio con la via Cesare Battisti. Il sindaco è sceso dal cippo della Vara e la folla lo accoglie urlando il suo nome.

Aggiornamento delle 20.57

Sul palco con l’arcivescovo La Piana, che legge un saluto alla città, il vice sindaco Signorino, la presidente del Consiglio comunale Emilia Barrile, gli assessori Mantineo, Todesco, Panarello e Cucinotta, i consiglieri Gioveni e Fenech, il comandante dei Vigili Urbani Calogero Ferlisi. Dopo un paio di minuti arriva il sindaco Accorinti che si abbraccia a lungo con la Barrile, per poi indossare la fascia tricolore che gli porge il vice sindaco Signorino.

Aggiornamento delle 21.05

Inizia l’ultimo tratto. Alle 21.07 accolta dallo scampanio e dai mortaretti la Vara entra a piazza Duomo. In men che non si dica si slacciano le corde, che come da tradizione saranno tagliate in migliaia di pezzi per testimoniare la partecipazione dei tiratori. Finisce così l’edizione 2013, quella che il sindaco Accorinti ha definito l’edizione della legalità.