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La svolta del Petrolchimico di Gela. Dopo oltre mezzo secolo di industria i biocarburanti

Dopo 60 anni di industria petrolifera Gela volta pagina, abbandona la tradizionale raffinazione del greggio e si avvia a produrre biocarburanti.

Importanti passi avanti verso questa direzione sono stati compiuti ieri durante l’incontro  al ministero per lo Sviluppo economico, al quale hanno partecipato il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta e il sindaco di Gela Angelo Fasulo, accompagnati  da assessori e consiglieri comunali.

In un documento sottoscritto dalle parti si è messo nero su bianco che l’incontro ha consentito “importanti approfondimenti finalizzati alla definizione di un protocollo per la conversione della Raffineria di Gela, che sarà condiviso da tutte le parti una volta che l’Eni avrà definito alcune garanzie fondamentali sintetizzate in sei punti.

Innanzitutto la salvaguardia dei livelli occupazionali. Poi la definizione analitica del piano industriale dell’Eni sulla bio-raffinazione, la sostenibilità ambientale e politica di sviluppo delle ricerche di petrolio e metano in Sicilia e l’intensificazione delle attività di bonifica del territorio.

Infine, la tutela delle prospettive produttive e occupazionali per l’indotto di Gela, l’utilizzo degli strumenti di sostegno al reddito e delle attività di formazione e riqualificazione nel periodo di transizione, l’accelerazione delle autorizzazioni alla ricerca e allo sfruttamento di nuovi giacimenti e le compensazioni per il territorio di Gela per una riqualificazione produttiva, urbana e culturale”.

Un processo di riconversione, quello sancito durante il vertice romano, che prevede investimenti da parte dell’ENI per 2 miliardi 200 milioni di euro. Nel corso della riunone è stato illustrato anche un progetto di lavorazione industriale di gomma naturale derivante dalla coltivazione della pianta del Guayule (lattice).

Prossimo incontro il 6 novembre “per la discussione finale e la sottoscrizione del protocollo d’intesa che sarà preceduta da incontri tecnici a livello territoriale”.