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La Rete NoPonte riparte con una manifestazione a marzo

Il  governo Monti sospende per due anni l’iter progettuale del Ponte ma  si guarda bene dal sopprimere la Stretto di Messina spa.  Il movimento che si oppone alla grande opera conosce bene il rischio che si ripeta lo scenario di una macchina organizzativa lasciata ferma “col motore acceso”, perciò non ci sta e rilancia. Tornerà in piazza a Messina entro la metà di marzo con una grande manifestazione contro il ponte e tutte le aggressioni al territorio.

Con questa decisione si è conclusa l’assemblea della Rete NoPonte di Messina, che si è svolta ieri sera nei locali dell’ex Irrera a mare.

E’ stata una discussione ricca di spunti, che ha arricchito di nuovi elementi quella avviata alla fine dello scorso anno e portato i militanti NoPonte a decidere di fare sentire nuovamente all’opinione pubblica ed al partito del cemento la voce e gli argomenti forti di chi si oppone da sempre allo sperpero di denaro pubblico ed alla distruzione del territorio dello Stretto di Messina.

Come sempre, diversi sono i livelli di intervento che ognuna delle anime del movimento pratica autonomamente. Tra gli argomenti trattati dall’assemblea ieri sera c’è stata anche la presentazione, da parte di alcuni deputati all’ ARS (tra loro Valentina Zafarana del Movimento 5 Stelle, presente all’assemblea di ieri), di una mozione che chiede il blocco definitivo dell’iter del ponte e la destinazione dei suoi finanziamenti su opere “utili e sostenibili”. La Rete NoPonte, tuttavia, è unanime privilegiare un approccio di movimento e dal basso alla questione.

“Le tante vertenze ambientali e per la difesa del lavoro che provengono dal nostro territorio possono trovare nella lotta contro il grande manufatto un collante e un riferimento unitario” ha osservato Santino Bonfiglio.

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Valentina Zafarana all'assemblea

“Lavoreremo in sintonia con tutte le lotte territoriali -ha confermato Massimo Camarata- a partire da quella degli abitanti di Niscemi contro l’installazione del sistema di comunicazione della marina degli Stati Uniti Muos”.

I militanti NoMuos, nonostante il blocco dei lavori disposti dal presidente della Regione Rosario Crocetta, hanno subito violente cariche da parte delle forze dell’ordine durante la rimozione dei blocchi stradali che avrebbero dovuto impedire ai tir di scaricare presso la base militare i materiali per la costruzione dell’impianto.

Questi avvenimenti hanno reso ancora più urgente la necessità di una solidarietà concreta fra tutti i movimenti che intendono “tutelare la salute dei territori  e di chi li abita da ogni forma di aggressione. Dal dissesto idrogeologico all’inquinamento chimico ed elettromagnetico, fino alle grandi opere”.

Il percorso su cui la Retenoponte intende lavorare da oggi alla prossima primavera prevede perciò il rafforzamento della collaborazione con il movimento Nomuos, con i cittadini della valle del Mela impegnati nella lotta contro il raddoppio dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi e la ripresa del raccordo con le vertenze dei lavoratori e dei cittadini messinesi, a partire da quelle dei lavoratori del Teatro Vittorio Emanuele, della Triscele e del Teatro in Fiera Pinelli occupato.

Saranno intense settimane di mobilitazione, caratterizzate da un capillare lavoro di informazione sul territorio e dall’avvio di una concreta cooperazione fra i diversi movimenti che culminerà in due cortei, uno a Niscemi e l’altro a Messina, previsti perl marzo prossimo.

Le due iniziative di piazza saranno  preparate e raccordate  da almeno tre incontri pubblici dedicati al confronto e all’approfondimento .

La piattaforma l’ha ricordata ieri sera Gino Sturniolo. “Immediata rescissione dei contratti stipulati con Impregilo-Eurolink, scioglimento della Stretto di Messina e, soprattutto, rifiuto del pagamento di qualunque penale” dal momento che il danno più concreto fatto finora dal ponte è lo spreco di denaro pubblico e chi lo sta subendo sono soprattutto i cittadini colpiti dalla crisi.