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La Regione non paga l’ATM, l’Orsa minaccia di andare in Procura

Il debito è tutto da verificare, ma la Regione Sicilia ha pensato bene di mettere le mani avanti e di chiedere di avviare una transazione con il Comune di Messina per gli 8 milioni non versati all’ATM negli ultimi due anni.

Il sindacato Orsa Trasporti chiede l’intervento del prefetto Stefano Trotta per definire una commedia dell’assurdo che trascina da troppo tempo e minaccia di rivolgersi alla Procura.

Già a novembre dell’anno scorso l’Orsa presentò un esposto denunciando le circostanze che portarono progressivamente al collasso le casse dell’ATM e impedito la certificazione dei bilanci dal 2003 ad oggi e adesso il sindacato è pronto a portare in Tribunale la Regione.

“Da settembre 2011 nelle asfittiche casse dell’ATM mancano i contributi di esercizio che la Regione Sicilia ha obbligo a norma di legge di erogare alle aziende di trasporto pubblico a fronte dei chilometri percorsi annualmente spiega Michele Barresi, delegato regionale OrsaTrasporti.

Circa 2 euro a chilometro per il gommato che moltiplicati per 3 milioni e 850 mila km percorsi dai bus dell’azienda di via La Farina da gennaio 2012 fino al 30 settembre 2013 arrivano ad un credito di 7 milioni e 700 mila euro. Ed anche sui contributi dell’anno 2011, quando furono percorsi 2,8 milioni di chilometri, sembra che l’ATM non abbia avuto saldate tutte le risorse dovute. Le somme sono calcolate al lordo dei pignoramenti subentrati negli ultimi mesi, ma comunque è chiaro come siano risorse preziose e irrinunciabili per la sopravvivenza dell’Azienda Trasporti, che la Regione si ostina a non versare trattenendole in virtù di un contenzioso non ancora definito sul conteggio chilometrico relativo al quinquennio 2003-2007″.

“La Regione ha sempre dichiarato sin dall’agosto 2011 di attendere la creazione della Spa ed il Contratto di Servizio quali segnali di cambiamento di rotta in casa ATM per sbloccare i contributi dovuti alla società partecipata e ancora fermi da quella data – dichiara Mariano Massaro, segretario generale di Orsa Sicilia. Invece, apprendiamo che lo sblocco delle risorse regionali è subordinata in realtà alla proposta di una rateizzazione del presunto debito relativo al contenzioso ancora aperto sul chilometraggio. Proposta che ci risulta sia stata avanzata all’amministrazione comunale nella recente riunione

di Giunta regionale tenuta a Messina dal presidente Crocetta”.

Per i due dirigenti sindacali, questa ipotesi è assurda e dimostrerebbe come la Regione Sicilia, che non ha mai fornito una motivazione ufficiale abbia bloccato i fondi dovuti per legge all’ATM facendosi forte di un debito oggetto di una vertenza giudiziaria ancora in corso senza attendere neanche il primo grado di giudizio e attribuendo valore alla perizia di un consulente di parte che ha valutato un debito a danno della Regione Sicilia di 15 milioni di euro.

“Sostanzialmente -chiosano Massaro e Barresi- si intuisce che la Regione sospende nel 2011, a garanzia di un debito la cui veridicità e consistenza sono ancora oggetto di una causa giudiziaria pendente, l’erogazione di risorse dovute che nulla hanno a che fare con il periodo del contenzioso. Il tutto solo a mero titolo cautelativo, trascurando che l’ATM è ancora un’azienda speciale e pertanto la legge in materia vincola il Comune di Messina quale unico garante di ogni debito della partecipata. Nulla giustifica il blocco perpetrato in questi anni delle somme dovute all’azienda da parte della Regione, che così facendo avrebbe contribuito di fatto al processo di fallimento finanziario dell’ATM.

Ci chiediamo anche quale sia la giustificazione della mancata erogazione dei 651 mila euro che la stessa Regione aveva già riconosciuto all’ATM nel dicembre 2012 durante il commissariamento Alligo, soldi anch’essi misteriosamente bloccati all’assessorato regionale e mai arrivati nelle casse di via La Farina, sebbene riconosciuti come dovuti quale prima quota dei 3 milioni 400 mila euro del Contratto Nazionale Autoferrotranvieri.

Più volte abbiamo denunciato negli anni come l’ATM fosse vittima di una cattiva gestione e della mala politica -continua l’Orsa- e non vorremmo che si ripetessero oggi analoghe esperienze anche con le nuove amministrazioni Regionali e Comunali, con i lavoratori e gli utenti a pagarne le conseguenze”.

Al prefetto Trotta Massaro e Barresi chiedono la convocazione di un tavolo di confronto con le parti per verificare lo stato reale dei debiti e dei crediti tra l’Azienda Trasporti e la Regione e sbloccare in un’unica soluzione tutte le risorse dovute all’ATM senza alcuna rateizzazione, ma facendo del Comune l’ente garante di ogni eventuale debito.

Passaggi fondamentali questi, per redigere il Bilancio Consuntivo 2012 dell’Azienda, garantire il proseguimento del servizio e gli stipendi dei lavoratori, fermi al mese di luglio.