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Pesca del novellame, dietrofront della Regione

Il presidente della Regione Rosario Crocetta

La Regione Sicilia ritira il decreto che autorizzava la pesca del novellame che tanto aveva fatto discutere nei giorni scorsi e aveva scatenato le proteste degli ambientalisti e l’intervento del Ministero delle Politiche Agricole.

Con il decreto presentato l’11 febbraio scorso infatti, la Regione aveva sfidato Bruxelles, ignorando il divieto di pesca del novellame. La decisione era nata alla luce del “conclamato stato di crisi del settore della pesca e al fine di implementare le conoscenze scientifiche sullo stato della risorsa alieutica, oggetto apposito progetto di ricerca, salvaguardando la tradizionalità, la storicità e la specificità territoriale della pesca speciale del novellame da consumo”.

Si era trattato di un gesto di solidarietà verso i pescatori siciliani per la fase critica che stanno attraversando. “Nel continuare la battaglia per liberare la Sicilia da provvedimenti che la penalizzano -aveva dichiarato il Governo siciliano-  ci impegniamo a trovare nel nuovo bilancio di previsione le risorse per supportare i piccoli pescatori così duramente colpiti dal blocco delle attività”.

Il Governo siciliano aveva già criticato duramente la decisione assunta dal ministero della Pesca di interdire la pesca del novellame, decisione considerata singolare visto che il piano di gestione nazionale presentato a Bruxelles non aveva inglobato la proposta presentata da Crocetta, conforme al regolamento comunitario in materia.

Lunedì scorso l’assessore all’Agricoltura Cartabellotta ha firmato il decreto di revoca del precedente provvedimento, recependo le indicazioni emerse nell’ultima riunione della Giunta e ponendo così fine alle proteste.

Per alcuni il gesto di Crocetta era stata una falsa promessa da campagna elettorale, dal momento che la Regione non può discostarsi dalle direttive europee. L’ex ministro Prestigiacomo aveva riepilogato le direzioni di intervento del Pdl per sanare il settore, inerenti il costo del carburante ed il pagamento dell’Iva.

Il Movimento 5 Stelle aveva censurato nettamente il provvedimento sostenendo che lo stato di crisi del settore della pesca non si risolve “depauperando il mare della propria risorsa neonata, ma incentivando un serio fermo biologico, basato sulla specie che comprenda anche tutte le forme di pesca sperimentale”. Per il momento quindi, come indicato dal Commissario UE, il novellame dovrà essere cancellato dal nostro menù.

Valentina Guerrera

Siciliana trapiantata a Roma da un po’ di anni. Si occupa di comunicazione, in particolare ufficio stampa e digital pr, in ambito istituzionale e politico. La passione per la sua terra e per il buon cibo l'ha portata a creare, in società, "Agromobile - La mappa del gusto", un portale per scoprire la Sicilia attraverso le sue eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche. Divoratrice di libri, instancabile praticante di yoga e viaggiatrice quanto più possibile. Per Sicilians segue da Roma i politici locali.