La Regione boccia il bilancio di Previsione dell’Ente Teatro

La Regione Sicilia boccia il Bilancio Previsionale 2013 dell’Ente Teatro di Messina. Il motivo? Nel documento contabile inviato il 7 maggio scorso non è stata inserita la quota del 20% che per legge spetta all’orchestra, in attesa che si proceda con la stabilizzazione. Prevista dal 2004 e mai attuata, a dispetto di una norma ben precisa.

Certo, resta da capire come mai, visto che la quota del 20% non era mai stata inserita nei bilanci dell’Ente Teatro la Regione Sicilia si sia svegliata solo adesso. Visto però che alla schizofrenia palermitana siamo abituati, meglio tardi che mai, come commenta qualcuno.

Il niet è arrivato ieri, appena 24 ore prima della scadenza dei 30 giorni del silenzio-assenso, ma la voce circolava già da alcuni giorni.

Intanto adesso la paralisi è totale. Del presidente Luciano Ordile si sono perse le tracce,mentre le reliquie del fu Consiglio di Amministrazione, Gustavo Ricevuto e Carmelo Ietto, ormai non hanno più alcun potere deliberativo.

“Io posso anche predisporre le variazioni di Bilancio necessarie -dichiara il soprintendente Paolo Magaudda- ma senza un CdA che le approvi sono inutili. Adesso aspettiamo indicazioni precise dalla Regione, perché non possiamo fare

più nulla. Dopo le dimissioni di Carmelina David, che era nel Consiglio di Amministrazione in quota Regione, avrebbero dovuto sostituirla e non l’hanno fatto. Allora che mandino un commissario per il CdA così possiamo vedere di andare avanti”.

Intanto ieri il sindacati si sono incontrati a Catania con l’assessore Michela proprio per discuter del futuro dell’Ente Teatro. Com’è nella migliore tradizione crocettiana, la Stancheris ha promesso molto. resta da vedere se come il presidente Crocetta si guarderà bene dal mantenere.

“Vedremo -ammette un po’ scettico Pippo Di Guardo, segretario generale della SLC Cgil. Intanto domani mattina alle 10 ci riuniremo in assemblea con i lavoratori e faremo il punto sulla situazione attuale, anche alla luce della bocciatura del Bilancio. Ancora una volta, nel caso ce ne fosse stato bisogno, i vertici del Teatro hanno dimostrato la propria inadeguatezza, sottovalutando leggi e norme. E a Crocetta, che promette e non mantiene, ribadiamo la nostra richiesta di mandare a casa quello che resta del CdA senza aspettare la scadenza del mandato, perché anche pochi mesi possono essere fondamentali”.

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