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La Regione approva il Piano di Zona, arrivano 14 milioni per i servizi socio-sanitari di Messina

Lavoratori dei servizi sociali durante la protesta del 10 novembre scorso

Nel caos generale e con il clima teso che regna ai servizi sociali del Comune di Messina, almeno una buona notizia arriva da Palermo e precisamente dall’Assessorato alle Politiche Sociali.

La CISL, infatti, apprende che ieri pomeriggio è stato finalmente approvato il Piano di Zona 2010-2012 del Distretto D26 con il Comune di Messina capofila che di fatto metterà a disposizione circa 14 milioni di euro per i servizi socio-sanitari.

Il Piano di Zona rappresenta lo strumento attraverso il quale vengono erogati tali servizi ed interessa oltre il Comune di Messina anche altri 13 Comuni facenti parte del Distretto ( Alì, Alì Terme, Fiumedinisi, Furci Siculo, Itala, Mandanici, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccalumera, Rometta, Saponara, Scaletta e Villafranca T.).

La Cisl ricorda che il piano in questione è da tempo sotto i riflettori del sindacato che da tempo denuncia, per ultimo anche al commissario Croce con nota del 24

ottobre 2012, l’atteggiamento poco responsabile da parte dei soggetti che a vario titolo avrebbero dovuto porre in essere le condizioni di avvio del Piano e che hanno avuto responsabilità in capo al Distretto (i vari assessori che si sono avvicendati nella delega alle politiche sociali, il Comitato dei Sindaci del comprensorio, i numerosi dirigenti che sono stati sostituiti al Dipartimento dei Servizi sociali del Comune di Messina) e che sono stati nel tempo Coordinatori del gruppo tecnico del Distretto.

A seguito delle numerose denunce e diffide da parte del sindacato, il 6 luglio 2012 sono arrivati al Comune di Messina due ispettori dell’assessorato regionale i quali hanno intimato ai responsabili di porre in essere tutti gli adempimenti amministrativi per far approvare il piano, pena la perdita dei finanziamenti.

“Fortunatamente -afferma la Cisl- il pericolo sembra scongiurato e il Piano in questione con due anni di ritardo è stato finalmente approvato ed anche se questa buona notizia non risolverà i gravi problemi che riguardano il settore sociale, se si attiveranno subito i bandi e le relative procedure di gara si può portare una boccata di ossigeno sia alle famiglie che hanno a carico anziani, diversamente abili, minori sia alle centinaia di lavoratori che operano nel settore”.