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La Provincia vicina al dissesto, Rao chiede le dimissioni di Ricevuto

Pippo Rao, capogruppo PD alla Provincia

Il Comune non è ancora uscito fuori dalle secche del rischio dissesto, che la Provincia è pronta a fargli compagnia. Il PD boccia senza appello l’amministrazione Ricevuto e chiede le dimissioni del presidente. Anche perché all’appello del Bilancio Preventivo 2013 mancano 20 milioni di euro e se a questo si aggiunge la certezza anche se ancora non c’è nulla di ufficiale dello sforamento del Patto di Stabilità 2012 il quadro è sufficientemente fosco.

“Venerdì scorso il Consiglio provinciale ha approvato le manovre correttive richieste dalla Corte dei Conti solo per il grande senso di responsabilità dimostrato dal Partito Democratico -puntualizza Pippo Rao, capogruppo provinciale del PD. Ma dai dati in nostro possesso sembra il Patto di Stabilità dell’anno passato sia stato sforato. Mercoledì scorso ho chiesto i documenti che ci consentirebbero di completare il puzzle al Ragioniere Generale, che mi ha rinviato al giorno dopo. Sono tornato e mi hanno detto che era in malattia. La settimana prossima tornerò alla carica e se non mi consegneranno gli atti richiesti mi rivolgerò alle forze dell’ordine ed alla Procura della Repubblica. La Provincia di Messina naviga veloce verso il dissesto perché le uscite superano le entrate e difficilmente riusciremo a chiudere il Previsionale 2013”.

Durante la conferenza stampa di questa mattina Rao ha sottolineato come la situazione attuale non sia altro che la concretizzazione di quanto sia in Consiglio provinciale che fuori è stato detto per anni. Pollice verso quindi per l’amministrazione Ricevuto, accusata di avere istematicamente ignorato le sollecitazioni e gli inviti dell’opposizione ad attuare una gestione finanziaria attenta ai principi base dell’economia.

Dalla presidenza non arriva una replica che sia una a queste accuse. Intanto Rao va avanti come un panzer e

presenta un quadro a fosche tinte  delle sanzioni che colpiranno Palazzo dei Leoni una volta che lo sforamento del Patto di Stabilità 2012 sarà ufficiale.

Intanto si avrà il taglio del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo, che è pari alla differenza tra il risultato registrato e l’obiettivo programmato. In ogni caso, si parla di un importo non superiore al 5% delle entrate correnti registrate nell’ultimo Bilancio Consuntivo. E visto che gli enti che hanno sforato il Patto sono obbligati a rispettare tassativamente il limite alle spese correnti, queste ultime non potranno superare il valore minimo degli impegni corrispondenti assunti dall’amministrazione nell’ultimo triennio.

Previsto anche il divieto assoluto di assunzioni per il personale di ruolo e a tempo determinato, per i Co.co.co. e per i contratti di lavoro temporaneo. Passaggio questo, che taglia le gambe alle aspettative dei precari ultraventennali della Provincia, ai quali non potrà essere rinnovato il contratto. Vietati anche i contratti di servizio con soggetti privati che possano far ipotizzare la possibilità di voler aggirare l’ostacolo dei vincoli posti dal Patto di Stabilità.

L’amministrazione non potrà contrarre mutui e prestiti per il finanziamento degli investimenti e le sanzioni prevedono anche il taglio del 30%, rispetto al 30 giugno 2010 delle indennità di funzione del presidente della Provincia, degli assessori e dei gettoni di presenza dei consiglieri provinciali.

“Abbiamo sotto gli occhi che in questi anni abbiamo avuto a che fare con un’amministrazione incosciente -dichiara ancora Rao- che non ha voluto mettere in campo una pianificazione strategica che prevedesse non il taglio dei servizi ai cittadini, ma risparmi reali sugli sprechi. Questa politica degli annunci e dei proclami ha portato al dissesto. Ricevuto deve dimettersi prima della scadenza, peraltro imminente, del proprio mandato, perché solo così potrà liberare la Provincia da questo stato di cose. Da mesi gli chiediamo che attivi la Commissione per la Spending review e non ci ha neanche risposto. Un comportamento del genere è inaccettabile e bisogna porre un freno”.