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La protesta silenziosa degli orchestrali dell’Ente Teatro

Si sono presentati in tenuta da concerto e con gli strumenti in mano, ma, a differenza dei loro colleghi ritratti da Federico Fellini in Prova d’Orchestra, la loro ribellione è stata silente.

Gli orchestrali precari del Teatro Vittorio Emanuele hanno assistito muti, le bocche tappate da cerotti e gli sguardi eloquenti, alla performance dei dirigenti dell’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina, che hanno presentato ieri sera, al quarto piano del Teatro Vittorio, un programma musicale ridotto all’osso.

Muti mentre il vicepresidente dell’ente Daniela Faranda esprimeva i propri dubbi amletici sul’opportunità o meno di licenziare un cartellone di opere, danza e concerti “nonostante l’incertezza e la precarietà” determinate dai tagli ai contributi per la cultura  e lo spettacolo.

Muti mentre il sovrintendente Paolo Magaudda  dava conto, per l’ennesima volta, dell’entità dei tagli medesimi, lamentando la differenza di trattamento che l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo avrebbe riservato ai teatri di Catania e Palermo rispetto a Messina, gli orchestrali hanno riservato un caloroso applauso solo all’intervento di Claudio Risitano, che ha portato il sostegno dell’assemblea permanente del Teatro in Fiera “Giuseppe Pinelli” alla lotta dei lavoratori dello spettacolo.

Lo studente ha sottolineato come la protesta degli orchestrali, precari da molti anni , rappresenti “uno dei sussulti di dignità di una città altrimenti rassegnata” a subire passivamente ogni esproprio.

“E’ inconcepibile -ha proseguito Risitano- che i tagli alle attività culturali siano subiti con rassegnazione come se li portasse la cicogna”. Ed ha invitato l’Orchestra sinfonica del Teatro di Messina ad esibirsi negli spazi

dell’ex teatro della cittadella fieristica per rendere esplicita la condizione comune di quanti subiscono gli effetti più drammatici della crisi “di fronte alla quale, forse, si è tutti sulla stessa barca”, con il particolare non secondario che “mentre alcuni remano forte, altri stanno stesi sul ponte di comando a prendere il sole” .

L’invito del militante del Teatro Pinelli è stato prontamente raccolto dagli orchestrali che più tardi, nella loro sala prove si sono tolti i bavagli annunciando per bocca del rappresentante della Cgil Giampiero Cannata il prossimo allestimento del concerto in memoria del contrabbassista messinese  Pippo Mafali, scomparso l’estate scorsa, nei locali del teatro occupato.

“Che il Vittorio Emanuele fosse finanziato in misura largamente  inferiore rispetto agli enti lirici di Catania e Palermo è cosa nota”.  Così  Cannata  ha risposto indirettamente alle sollecitazioni del sovrintendente dell’ente messinese che aveva richiamato tutte le componenti del Vittorio Emanuele ad una lotta comune. “Ma loro dov’erano quando la Regione tagliava i fondi anche per la mancata approvazione di ben tre bilanci in tempo utile?”  si è chiesto il musicista.   

“L’unico interlocutore con cui pensiamo sia utile confrontarci è il presidente Crocetta” gli ha fatto eco la collega Rosaria Mastrosimone, prima viola dell’Orchestra del Vittorio Emanuele. “Purché si decida ad affrontare con decisione il nodo della nostra stabilizzazione, che è  sempre rinviata dal 2005”. 

“Con questa stagione musicale -conclude Pippo Di Guardo, segretario della SLC Cgil- si è recitato il de profundis del Vittorio Emanuele. Per quanto ci riguarda, aspettiamo il commissario straordinario che arriverà dalla Regione. Una volta andato via questo Consiglio di Amministrazione, potremo ripartire da zero e guardare al futuro dell’ente e dei suoi lavoratori con maggiore serenità”.