Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

La pop art spopola a Messina

La passione per la pop art se la porta dietro da quando era un adolescente. E adesso, a 45 anni, il perugino Angelo Ciliani gira l’Italia curando l’allestimento di una mostra su Andy Warhol, il massimo esponente di questa corrente artistica nata alla fine degli anni Cinquanta in Inghilterra ed esplosa nel decennio successivo negli Stati Uniti. Fabio D’Amore, commissario straordinario dell’Ente Fiera con il pallino dell’arte l’ha voluta per la 72^ edizione della Campionaria ed i risultati gli hanno dato ragione. L’affluenza alla mostra è stata tale che già si sta ragionando sull’ipotesi di organizzare per l’anno prossimo un evento dedicato ai massimi esponenti della pop art

Come è nata questa sua passione? “Da ragazzo ero appassionato sia di musica che di pop art così piano, piano ho iniziato a mettere insieme una piccola collezione. Alcuni dei pezzi esposti a Messina sono miei”. 

Si ricorda qual è il primo pezzo che ha acquistato? “Certo, una cosa del genere non si dimentica mai. A 16 anni ho comprato il disco dei Velvet Undergroud, la cui copertina è stata disegnata proprio da Andy Warhol, grande appassionato di musica. Poi, man mano che me lo potevo permettere, sono venuti gli altri pezzi”. 

Ci sono precedenti di passioni per l’arte o di collezionismo in famiglia? “Per niente. Mio padre è camionista e mia madre è casalinga. L’unico con questo pallino sono io, che ho

un’agenzia di marketing e faccio il pubblicitario. Proprio come Warhol prima che si concentrasse solo sull’arte”. 

Come mai a distanza di tanti anni il fascino della pop art resiste intatto? “Credo dipenda anche dal periodo in cui è nata e si sviluppata, che erano anni di grande fermento artistico e culturale che ci portiamo dietro ancora oggi. La pop art ha superato il proprio tempo ed ancora oggi siamo influenzati dai movimenti di allora”. 

Angelo Ciliani

Che seguito c’è in Italia per questo fenomeno artistico? “Come sempre in questi casi, c’è una piccolissima parte di intenditori e studiosi. Tutto il resto è un fenomeno di massa. Se in città arriva una mostra su Warhol in pochi ammettono di non esserci andati”. 

Da cosa dipende questo interesse per Warhol? “Intanto è un artista che ha il 92% di riconoscibilità: altissimo. E questo grazie al suo genio innovativo. Venendo dalla comunicazione, da ex pubblicitario aveva puntato sull’ossessione per la ripetizione per fissare il momento, l’attimo e questa intuizione ha decretato un successo che dura ancora oggi”. 

Messina come ha risposto a questa mostra? “In maniera strabiliante. Gli organizzatori dell’Ente Fiera mi hanno detto che anche rispetto alle mostre degli anni precedenti, che pure avevano toccato punte notevoli di affluenza, il numero di visitatori di quest’anno è stato altissimo. Al punto che stiamo già ipotizzando ad un evento per l’anno prossimo che comprenda non solo Warhol ma anche altri esponenti di rilievo della pop art”.