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La pelle che abito

La pelle che abito

Paese: Spagna

Genere: Drammatico/Thriller

Durata: 120 minuti

Regia: Pedro Almodovar

Nuovo cimento di Almodovar con il suo attore feticcio Banderas, questa volta con un complesso thriller, molto crudo e a tinte horror.

Robert Ledgard, chirurgo plastico ha scoperto, dopo anni di ricerche una pelle artificiale difficilmente danneggiabile. La spinta verso questa sensazionale scoperta gli venne dodici anni prima, quando sua moglie morì carbonizzata in un incidente automobilistico. Da allora Robert ha perso i pochi scrupoli che già aveva e per realizzare il suo intento si è deciso a tenere prigioniera una bellissima donna in una gabbia dorata libera di fare tutto ciò che vuole tranne uscire. Gli è necessaria infatti per i suoi esperimenti transgenici per perfezionare il suo prototipo di pelle, anche se questo tipo di esperimenti gli sono costati l’esclusione dal mondo scientifico.

Seppure Almodovar rimanga fedele al suo stile e alla sua regia, rimane un

film alle tematiche classiche del “Mad doctor”. Robert Ledgard infatti, magistralmente interpretato da Banderas, ne possiede tutte le caratteristiche: convive col dolore di aver perso la moglie in maniera orribile, ha una figlia reduce da uno stupro, a causa dei suoi pochi scrupoli è del tutto inviso alla comunità scientifica, dispone di grandi mezzi e la sua doppia faccia di uomo pacato e distante e di macellaio senza alcuni scrupoli è perfetta.

La trama è davvero molto complessa e la sapiente mano di Almodovar lo rende davvero intrigante e affascinante. Non manca di farci storcere il naso (in senso buono) dal disgusto per l’efferatezza di alcune scene e allo stesso tempo a farci ridere nel più classico stile del regista spagnolo. È tutto perfetto infatti, forse troppo. è l’unico difetto che mi sento di segnalare infatti, che cioè questo film sia frutto di una grande opera tecnica e pianificata, che trasmette poco allo spettatore, a livello emotivo. Consigliato agli horrorofili che vogliono conoscere Almodovar.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.