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E con la FP Cgil la liquidazione di Ruggeri finisce in Procura

Antonio Ruggeri

Delle due l’una: o per l’incarico all’ATO ME 3 si faceva pagare o pure no. Secondo il suo avvocato, Antonio Ruggeri per svolgere il suo mandato di commissario liquidatore non ha incassato alcunché a partire da gennaio 2011. Ma poi salta fuori la storia che come liquidazione dall’ATO 3 gli siano arrivati in tasca 136 mila euro e a quel punto la FP Cgil decide di andare fino in fondo. Il tempo di preparare l’esposto e questa mattina il segretario generale Clara Crocè lo ha presentato in Procura.

“E’ una vergogna -commenta lapidaria. Ruggeri ha dichiarato davanti ad un giudice che non percepiva nulla per il proprio ruolo di commissario liquidatore e adesso si viene a sapere che invece per quattro anni di lavoro, oltre allo stipendio percepito come presidente, ha intascato una liquidazione di 136 mila euro. Rimettiamo la vicenda nelle mani della magistratura e a fare chiarezza ci penseranno i giudici”.

A pagina 5 della memoria difensiva presentata dai legali di Ruggeri, c’è scritto infatti che “Il sig. Antonio Ruggeri, liquidatore dell’ATO ME 3, che continua a svolgere la sua attività, sebbene non riceva alcun compenso per avere esplicitamente nel dicembre 2010 rinunciato a percepire il compenso spettante al commissario liquidatore, …”.

“Alla stampa -prosegue Clara Crocè- Ruggeri ha dichiarato che la liquidazione è un giusto compenso perché l’incarico all’ATO 3 sarebbe dovuto durare 4 mesi ed invece è durato 4 anni. Quindi non ha negato di avere incassato del denaro, nonostante davanti ad un giudice abbia dichiarato il contrario. E adesso vediamo come andrà a finire”.

E questo per quanto riguarda la FP Cgil. Invece, l’ex amico ed ex sindaco Peppino Buzzanca, su Twitter lo ha liquidato con quattro parole quattro: “Si commenta da sé”. Come se la cosa non lo riguardasse più, come se non fosse stato lui a farne il proprio Capo di Gabinetto (così Ruggeri diventò l’unico funzionario di Palazzo Zanca trasformato in dirigente in un battito d’ali), come se non fosse stato lui ad assegnargli l’incarico di presidente dell’ATO ME 3 prima e di commissario liquidatore poi, a partire dal 19 luglio 2010.

Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil

Dimenticate le grigliate insieme ed i rapporti di buon vicinato durante le vacanze, anche in questo caso Buzzanca prende le distanze da Ruggeri. Che a suo dire gli fu imposto dall’asse Beninati-Stagno D’Alcontres. Una rivelazione fatta durante l’ultima conferenza stampa, prima che arrivasse il verdetto mortificante sul reale stato dei conti di Palazzo Zanca.

Francesco Stagno d’Alcontres opta per il “no comment”, mentre Nino Beninati dichiara laconico: “Probabilmente dopo le elezioni regionali Buzzanca ha dormito poco. Anche se Ruggeri è amico mio non ho suggerito il suo nome. Conoscendolo tra l0altro, come sarei riuscito ad imporgli un nome?”.

Tristezze post elettorali quindi, anche perché Buzzanca dimentica che per anni ha sostenuto che la presidenza di Ruggeri all’ATO 3 non costava nulla alle casse del Comune perché questi non percepiva alcun compenso. Un colpo di mano estivo et voilà, arrivano 136 mila euro di liquidazione per poco meno di 4 anni. Ai quali si devono aggiungere i compensi che comunque fino a dicembre 201o Ruggeri ha percepito. E visto che nel bilancio del 2009 è messo nero su bianco che quell’anno per le funzioni di presidente ha incassato 42.570,97 euro, fare i conti sul totale della sua permanenza all’ATO ME 3 non è difficile.

Una decisione, quella della liquidazione, che ha fatto ululare anche il circolo PD di Provinciale. Che oltre a chiamare in causa il Consiglio Comunale chiedendo di fare chiarezza sulla legittimità della condotta di Ruggeri, ha anche chiesto “la verifica su tale buonuscita, poiché più volte l’ex liquidatore ha ribadito, difendendosi dalle accuse che lo vedono indagato per peculato d’uso, che il suo mandato come liquidatore non prevedeva alcun compenso retribuito, a differenza di quello svolto in precedenza come presidente, per il quale si presume sia stato regolarmente ed anche considerevolmente pagato”. E dal circolo PD di Provinciale arrivano tre domande: “E’ legittima la buonuscita di Ruggeri? Chi ha firmato il mandato di pagamento? Terze persone oppure si è autoliquidato?”. Quesiti questi, ai quali provvederà a rispondere la magistratura.