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La leggenda del cacciatore di vampiri

La leggenda del cacciatore di vampiri

Paese: U.S.A.

Genere: Horror

Durata: 105 minuti

Regia: Timur Bekmambetov

Dopo una tambureggiante campagna pubblicitaria, particolarmente sentita sulla rete, arriva sugli schermi “La leggenda del cacciatore di vampiri”, firmato dallo stesso regista che ha realizzato “I guardiani della notte” e “I guardiani del giorno”, tratti dai primi capitoli della popolarissima saga di Sergej Luk’janenko.

Il giovane Abraham Lincoln vive sereno con la madre, finché la donna, a causa di una misteriosa malattia, si indebolisce fino a morire. È stato un vampiro a causare la morte della donna e il giovane giura di sterminare quelle creature maledette. Anni dopo, durante una delle sue crociate contro i vampiri, viene salvato proprio da una di queste creature, Henry, che gli insegna come uccidere i propri simili…

L’estate, almeno in Italia, è sempre stata contrassegnata da una minore offerta di pellicole nelle sale e la diretta conseguenza, nel caso decidiate di passare una serata al cinema, anche solo per godervi un po’ di aria condizionata, può essere che vi ritroviate ad assistere a qualcosa come

questo film, il cui titolo originale “Abraham Lincoln: vampire hunter” è stato prudentemente sostituito con “La leggenda del cacciatore di vampiri”, probabilmente per timore che cotanto titolo causasse la fuga anche di quella fascia di spettatori disposti a qualsiasi compromesso pur di fuggire per un paio d’ore dall’afa estiva.

Il film, tratto dall’omonimo romanzo dall’omonimo romanzo di Seth-Grahame Smith, in realtà non sarebbe neanche troppo male, l’impostazione scenografica è suggestiva e può ricordare, almeno come atmosfera e intenzione, titoli di ben altra levatura, ma tolto questo ci si ritrova col solito fumettone infarcito di effetti speciali, senza i quali il film non avrebbe motivo di esistere. Un’operazione del genere è la dimostrazione che la trasposizione di un romanzo di successo è sempre un discorso delicato, a maggior ragione quando in fase di sceneggiatura non si può contare sul talento di uno scrittore come Smith, in grado di mescolare generi (come nell’ottimo Orgoglio e pregiudizio e zombie, dove il classico della Austen è ambientato in un contesto da zombie movie) o sfruttare personaggi storici come nel caso di Abraham Lincoln: vampire hunter senza cadere nel ridicolo. Consigliato a chi ha caldo.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.