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Dalla Giunta Crocetta alla Giunta Accorinti: promesse come se piovesse

Le due Giunte riunite nella Sala Falcone Borsellino

Ricordate Berlusconi in visita al cancelliere tedesco Angela Merkel, che lo guarda sbalordita mentre l’ormai fu presidente del Consiglio dei Ministri continuava a parlare al telefono senza crearsi troppi problemi di bon ton?

Ecco, oggi a Palazzo Zanca è successo qualcosa di simile. Con il sindaco Renato Accorinti che lo aspettava sulla scala del Municipio per accoglierlo e l’ineffabile Rosario Crocetta che stando alle cronache di chi ha avuto la pazienza di aspettarlo dalle 11.30 alle 19.12 è rimasto altri 7 minuti a parlottare in macchina al cellulare.

Dando prova di un notevole autocontrollo nonostante lo avesse aspettato per quasi 8 ore, un’attesa senza precedenti, Accorinti lo ha ricevuto con garbo insieme al proprio esecutivo.

La Giunta di Crocetta era già a Palazzo Zanca. Alcuni, come l’assessore Borsellino, sin dal mattino. Oltre all’assessore alla Sanità, ad accompagnare il presidente della Regione c’erano gli assessori alle Infrastrutture Nino Bartolotta, alle Attività produttive Linda Vancheri, ai Beni culturali Maria Rita Sgarlata, al Lavoro Ester Bonafede, all’Agricoltura Dario Cartabellotta e agli Enti locali Patrizia Valenti.

Tra gli assessori assenti l’assessore alla Cultura Michela Stancheris, su cui pende la spada di Damocle dell’Ente Teatro di Messina. Sicuramente una coincidenza.

Durante l’incontro, che si è concluso dopo alcune d’ore, sono stati affrontati i nodi più urgenti da sciogliere per Messina. Dalla messa in sicurezza del territorio alle problematiche dell’Azienda Trasporti, metroferrovia compresa.

E ancora: la riqualificazione della via Don Blasco (per la quale la Regione deve dare a Messina 19 milioni di euro), la Società di Trasformazione Urbana e il Contratto di Quartiere del Tirone (che si pensava che l’amministrazione Accorinti avesse archiviato e che invece rispuntano all’improvviso con le loro migliaia di

metri cubi di cemento nel cuore della città) e i fondi per il risanamento delle abitazioni della cooperativa Casa Nostra a Tremonti.

E poi l’approvazione dei progetti ancora in sospeso all’assessorato all’Ambiente, il Punto Franco (che aspetta di essere attivato dal 1953), il comodato d’uso di padiglioni ASI per la cooperativa fondata dagli ex dipendenti della Birra Triscele, la Zona Franca Urbana, l’avvio della stabilizzazione dei precari (oltre 400 tra Comune e Provincia), la gestione dei rifiuti con il progetto di raccolta differenziata porta a porta, il pre-trattamento e la biostabilizzazione e il depuratore di Mili.

Il lunghissimo elenco fornito da Palazzo Zanca prosegue con la cessione al Comune dell’ospedale Regina Margherita (che gli addetti ai lavori definiscono un pozzo senza fondo prosciuga-risorse visto che è abbandonato dal 1996 e che versa in pessime condizioni), il contributo straordinario per l’edizione 2014 della festa della Vara, il finanziamento per la redazione del nuovo Piano Regolatore Generale, la richiesta di aree demaniali, militari e del Gruppo Ferrovie dello Stato e dei beni demaniali non transitati nel patrimonio comunale come la Cittadella nella Zona Falcata, la Badiazza, Forte Gonzaga, Forte Castellaccio e il Parco dei Peloritani, l’impegno per continuità territoriale con la regione Calabria, la flotta pubblica da finanziare eventualmente tramite la vendita delle azioni dello Stretto di Messina (e quell’eventualmente preoccupa non poco chi sa come vanno queste cose), la Zona Falcata e l’area fieristica, il Patto dei sindaci, le concessioni onerose di rete di distribuzione gas, la lotta al randagismo, il canile sanitario e la disciplina sulle IPAB.

In tutto 28 punti, per risolvere ognuno dei quali una settimana non basta. Come avranno fatto a parlare di tutto in appena quattro ore per il momento è un mistero. La sola certezza, conoscendo Crocetta, è che avrà promesso, promesso, promesso. Quanto a mantenere, questo è un altro paio di maniche, come dimostrano tutti gli impegni ancora disattesi nei confronti della città.