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La FP Cgil chiede le dimissioni del commissario dell’ASP 5

Il commissario straordinario dell'ASP 5 di Messina Manlio Magistri

I rapporti tra i sindacati ed i vertici dell’ASP 5 non sono mai stati rosei. Degli scontri con l’ex manager Poli e con Giuffrida ancora si parla, ma con l’attuale commissario straordinario Manlio Magistri le cose si sono messe male da subito, come se si parlassero lingue diverse.

E la situazione è arrivata ad un punto tale, che la FP Cgil di Messina ha chiesto ufficialmente le dimissioni di Magistri. In ballo ci sono diverse vertenze, a partire da quella dei lavoratori della clinica Santa Rita, della residenza assistita Giardino sui Laghi e della Società di Servizi Riabilitativi, della quale peraltro l’ASP 5 detiene il 51% delle quote, mentre il 49% è delle tre cooperative socie Teseos, Rigenera e Obiettivo Salute.

“Da Furnari a Giuffrida, responsabili peraltro del buco da 18 milioni di euro che interessa le casse dell’azienda -spiegano il segretario generale della FP Cgil di Messina Clara Crocè e il responsabile di settore Carmelo Pagana- fino a Poli e Magistri, la situazione non è cambiata. Il commissario straordinario dell’ASP non risponde neanche al telefono e se ti rivolgi alla segreteria molto spesso si viene liquidati con laconiche frasi di circostanza: il commissario è assente per tutta la settimana  oppure si trova a Palermo. Ma quel che è peggio è che neanche i direttori dei dipartimenti riescono ad avere un appuntamento”.

Un comportamento insolito quello di Magistri, tanto più che fino a pochi anni fa è stato il segretario di Cisl Medici di Messina e un minimo di riguardo verso gli ex colleghi del periodo in cui anche lui era dall’altra parte del tavolo è il minimo che ci si possa aspettare. Invece, da quanto denuncia la FP Cgil, i problemi si sommano ai problemi.

“Tra le ultime richieste che abbiamo presentato -puntualizzano Crocè e Pagana- c’è la discussione della delibera di stabilizzazione dei 28 precari e l’analisi della condizione dei 75 LSU gestiti dalle cooperative (su tutte Isvil e Il

Quadrifoglio) che ad oggi lavorano all’interno dell’ASP senza che  però ci sia alcuna convenzione”.

Clara Crocè durante la protesta del 10 novembre scorso

Ma i discussione c’è anche la vertenza del concorso di 43 ausiliari, ancora da stabilizzare. Ma l’elenco delle vertenze è ancora lungo anche nella sanità privata, a partire dalla Clinica Santa Rita ai servizi riabilitativi. “Chiediamo di conoscere quali giochini siano stati messi in campo sia per la Clinica Sanata Rita, che per il Giardino sui Laghi che per la SSR -dichiara la Crocè con Dolores Dessì, responsabile della sanità privata della FP Cgil. Nel primo caso, si chiude a causa di un’ispezione  molto dubbia.

Nonostante lavoratori e i sindacati avessero chiesto di non pagare le fatture al duo Pizzo-Romano che gestivano la Santa Rita con l’ATI Hospital perché non si pagavano gli stipendi da dieci mesi, l’ASP non ha messo in atto le azioni necessarie all’erogazione dei salari. Sul fronte Giardino sui Laghi invece, non c’è stato alcun provvedimento per la RSA nonostante anche in questo caso ci sia un buco di dieci mensilità”.

Ma la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la notizia che Magistri ha affidato allo studio Latella l’incarico di sciogliere la SSR senza informare i sindacati e ignorando quanto si era stabilito a Palermo.

“Durante l’incontro del 14 gennaio scorso -racconta Clara Crocè- l’assessore alla Sanità Lucia Borsellino ha disposto il passaggio dei lavoratori dalle tre cooperative alla SSR e le procedure dovrebbero essere attivate a giorni dal prefetto. Chiediamo di conoscere per quali motivi il commissario abbia attivato tale procedura che metterà allo sbando un centinaio di lavoratori e i servizi riabilitativi agli utenti”.

Oltre a chiedere le dimissioni di Magistri e la nomina immediata di un direttore generale per l’ASP 5 di Messina, la FP Cgil ha proclamato lo stato di agitazione del lavoratori della Clinica Santa Rita, della RSA Il Giardino sui Laghi e della SSR e sta organizzando manifestazioni di protesta per la settimana prossima”.