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La FP Cgil attacca l’ASP5: “Il trasferimento della RM è uno spreco”

L'ex ospedale Regina Margherita

Uno spreco di risorse. Così la FP Cgil di Messina definisce il trasferimento della Risonanza Magnetica prevista per l’ex ospedale Regina Margherita al nosocomio di Barcellona.

Una decisione apparentemente incomprensibile non solo per le somme già spese per ristrutturare l’area che al Regina Margherita avrebbe dovuto ospitare il servizio e per quelle che si spenderanno per adeguare i locali del Cutroni Zodda, ma anche perché a 10 minuti da barcellona c’è l’ospedale di Milazzo che una Risonanza magnetica già ce l’ha.

“Una decisione di assoluta inutilità -commenta il segretario generale della FP Cgil di Messina Clara Crocé, insieme ai responsabili della Sanità L Carmelo Pagana e Antonio Trino e ad Attilio Andriolo di FP Cgil Medici. Innanzitutto perché se la prima esigenza, come sostenuto anche dal commissario dell’ASP 5 Manlio Magistri, è quella di dover garantire un miglior servizio ai centri della zona nebroidea, il macchinario doveva essere collocato a Patti e non certo a Barcellona e questo anche per la presenza della medesima strumentazione nell’ospedale di Milazzo”.

Ma il problema è anche quello del personale. “Tra i Paesi europei  -spiega la Crocè- l’Italia è quello che, dopo la Grecia, detiene il maggior numero di Risonanze Magnetiche, che però non sono adeguatamente sfruttate proprio a causa della mancanza di tecnici competenti. Il vero problema è questo, ma  durante l’incontro avuto giorni fa a Palazzo Zanca con il sindaco Renato Accorinti e l’assessore ai Servizi sociali Nino Mantineo non è stato adeguatamente affrontato.

“Queste macchine da sole non lavorano -puntualizza il segretario generale della FP Cgil- indipendentemente da dove sono ubicate. Servono invece le giuste maestranze. Ed è proprio questa la strada da percorrere per venire a capo di questa problematica. L’ottimizzazione nell’uso di queste strumentazioni, in termini sia qualitativi che quantitativi, si può ottenere solo attraverso un attenta analisi di più fattori. E c’è da dire che tale metodica manca di appropriatezza diagnostico-prescrittiva perché utilizzata impropriamente senza il prezioso filtro dello specialista (il radiologo) per cui ci si ritrova ad effettuare esami talvolta inutili o perlomeno non necessari ai fini diagnostici, che comunque intasano le lunghissime file di attesa”.

Problemi anche sulla

collocazione del servizio, perché per la FP Cgil “è evidente che non esiste una reale progettualità che miri a dotare le strutture delle giuste attrezzature in funzione dei locali, delle professionalità esistenti, della domanda, di un reale atto di indirizzo manageriale. Praticamente vige la regola intanto si compra poi si vede.

Ma il sindacato interviene anche sulla questiona della Stroke Unit presente a Barcellona. Le Stroke Unit sono delle unità specializzate nella diagnosi e nella terapia tempestiva dei casi di ictus, che garantiscono una notevole riduzione della mortalità dopo un’ischemia grazie alla trombolisi: una terapia a base di farmaci che scioglie i coaguli di sangue all’interno dei vasi.

A Barcellona è già attiva una Stroke Unit di I° livello, fornita di una TAC. “E visto che per questa diagnosi è sufficiente una TAC -commenta la Crocè- non c’è correlazione fra Stroke Unit e RM. In conclusione, la Risonanza magnetica oggetto della contesa non ha ragion d’essere a Barcellona sia per la presenza a Milazzo di un’altra apparecchiatura analoga, sia per l’attuale mancanza di professionalità, sia per la tipologia di domanda che porterebbe tale apparecchiatura ad una offerta mortificante per le sue potenzialità e sottoutilizzata. La cronica carenza di personale specialista (radiologi e tecnici in primis) non consente in atto un utilizzo intensivo delle apparecchiature presenti, rappresentando un costo ben più elevato del ricavo, proprio per il mancato ammortamento delle attrezzature e non permettendo un adeguato abbattimento delle liste di attesa. La RM lasciata al Margherita sarebbe sicuramente in grado di rafforzare un polo di Diagnostica per Immagini già parzialmente presente in via del Vespro e avrebbe un utilizzo qualitativo e quantitativo sicuramente più congruo con qualche innesto di professionalità che andrebbe ad affiancare quelle già esistenti. Quindi, se questa apparecchiatura resta dove attualmente è prevista, al Regina Margherita, si evita di sperperare ulteriore denaro pubblico e si dà un senso a quello finora sperperato. Infine -conclude la dirigente sindacale- si darebbe finalmente corso alla realizzazione finora fittizia, tranne che nei costi, di un PTA che sicuramente darebbe respiro alla nostra situazione sanitaria ospedaliera, oggetto di ingenti tagli di posti letto, facendo da filtro fra l’ospedale e il territorio”.

Ad Accorinti e Mantineo la FP Cgil chiede di attivarsi per annullare la delibera che prevede lo spostamento della RM “che, se avvenisse, potrebbe sicuramente rappresentare un caso di malasanità gestionale”.