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La consegna a domicilio dei farmaci è un diritto

In Italia si può morire per errore sanitario. Le stime sono impressionanti, anche se non concordi. L’Associazione degli Anestesisti ritiene che i decessi siano 14 mila l’anno, mentre l’Assinform, associazione di produzione di servizi informatici per ospedali, parla di 50 mila casi.

Su otto milioni di persone ricoverate in ospedale, il 4% è dimesso riportando danni o malattie dovuti ad errori o disservizi nell’assistenza.

Sono dati provenienti da diverse fonti (pubblicazioni scientifiche, Tribunale dei Diritti del Malato, associazioni mediche, Censis, Cnel). Tra le cause principali di malasanità, il 48% è dovuto al fattore umano, il 33% alla struttura sanitaria, il 5% al soccorso tardivo. Nel 20% dei casi la responsabilità è del personale sanitario, nel 13,8% del chirurgo, nel 12,5% dello specialista.

Secondo il Tribunale dei Diritti del Malato, i rischi maggiori in errori diagnostici e terapeutici si corrono in ortopedia (16,5%), seguita da oncologia (13,5%), ostetricia e ginecologia (10,8%), chirurgia generale (10,6%). La parte degli errori riscontrati nel ciclo del farmaco sono imputabili a prescrizioni errate (56%), distribuzione (4%), trascrizione(6%) e somministrazione (34%).

Dopo questa breve

informazione, per la prima volta mi preme inserire un mio personale commento più da siciliano e messinese che da farmacista naturopata. Come alcuni “addetti ai lavori” ricevo giornalmente via e-mail, comunicazioni riguardanti l’attività sanitaria nazionale. Tra le notizie sul vaccino, sull’obesità infantile e sul primato italiano della disattivazione del batterio killer resistente agli antibiotici leggo, meravigliandomi, che in Lombardia parte, in via sperimentale, la consegna a domicilio dei farmaci.

Se la notizia è talmente interessante da finire sulle news del Ministero della Salute, dobbiamo alzare la voce e dimostrare che non siamo secondi a nessuno. La consegna a domicilio dei farmaci è operante a Messina da più di un anno con grande soddisfazione dei medici, dei farmacisti e, soprattutto dei pazienti anziani o disabili che con una telefonata hanno a disposizione chi ritira dal medico la ricetta, passa dalla farmacia a ritirare i farmaci e li consegna a domicilio in brevissimo tempo.

Il ministro della Salute, se ha bisogno di consulenza per questo servizio, non ha bisogno di sperimentare in Lombardia ciò che ormai a Messina è un affermato e soddisfacente servizio sociale, rintracciabile facilmente su www.farexpress.messina.it.

Per contattare il dottor Di Prima, farmacista e naturopata, potete scrivere a: anticospeziale@virgilio.it