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La Commissione Antimafia a Messina. Fava: “Barcellona capitale mafiosa della provincia”

Claudio fava, vicepresidente della Commissione Antimafia
Claudio fava, vicepresidente della Commissione Antimafia (foto Paolo Furrer)

Il lavoro del Tribunale delle misure di prevenzione definito “straordinario”,  a Grillo il consiglio di studiare  un po’ di più per evitare scivolate clamorose sulla mafia come quelle di ieri allo Sfiducia Day e fari puntati su Barcellona Pozzo di Gotto, definita la “capitale mafiosa di Messina”.

La prima giornata in riva allo Stretto della Commissione Antimafia è stata intensissima. Ad aprire le audizioni il prefetto Stefano Trotta, a seguire il questore Giuseppe Cucchiara, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Stefano Spagnol, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Vincenzo Vellucci e il Capo Centro della DIA Arturo De Felice.

Poi il Procuratore della Repubblica di Messina Guido Lo Forte, il Procuratore facente funzioni di Barcellona Pozzo di Gotto Francesco Massara e infine quello di Patti Rosa Raffa.

Tra un’audizione e l’altra, il vicepresidente della Commissione Antimafia Claudio Fava consegna le prime impressioni alla stampa.

“Due miliardi di beni confiscati e sequestrati e un tasso di legittimazione attraverso i vari gradi di giudizio del 97-98%: a Messina il Tribunale delle misure di prevenzione sta facendo un lavoro straordinario, ma è sotto organico. Gestire beni per 2 miliardi richiederebbe più risorse e più collaborazione da parte dell’Agenzia per i beni confiscati, che anche qui come in altre città manifesta una precarietà organizzativa”.

Lapidario il giudizio di Fava su Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, che ha incautamente dichiarato dal palco dello Sfiducia Day che “una volta la mafia aveva un’etica”. “Deve studiare -commenta il vicepresidente della Commissione Antimafia. Un dovere dal quale nessuno si può sottrarre. Nemmeno chi ha costruito un partito  da milioni di voti. La mafia che aveva un’etica è forse quella che sparava addosso a bambini,  sindacalisti e braccianti a Portella della Ginestra?

La mafia è sempre stata una struttura al servizio dei padroni e del potere e i sistemi sono stati sempre gli stessi: efferati nella violenza e animati sempre da impunità e profitto. Che la mafia abbia un’etica mi sembra una barzelletta. Raccontatela ai parenti del pastore di 12 anni scannato da Luciano Liggio, ai parenti di Placido Rizzotto, ai familiari delle altre vittime di mafia: sapranno rispondere anche loro a Grillo”.

Commissione Antimafia a Messina 27-10-2014 bPrima di riprendere la seduta un passaggio veloce su Barcellona Pozzo di Gotto, definita “la capitale mafiosa della provincia di Messina. La mafia barcellonese ha sviluppato un elemento molto inquietante: la crescita di una borghesia mafiosa. Quindi di mafiosi che fanno gli imprenditori e decidono di esercitare nel settore degli affari, che diventano straordinari canali di riciclaggio. È stato confermato che gli appalti della costa tirrenica sono controllati dalla mafia di Barcellona. Naturalmente, ciò è stato possibile anche grazie alla disponibilità collusiva delle amministrazioni”.

E domani dalle 9 alle 10 la Commissione effettuerà un sopralluogo proprio alla Casa Antiracket di Barcellona Pozzo di Gotto. Le audizioni riprenderanno alle 11 in Prefettura e non a caso i primi a essere ascoltati saranno i familiari di Attilio Manca, l’urologo ucciso dalla mafia la notte tra l’11 e il 12 febbraio 2004, presumibilmente per coprire la latitanza di Bernardo Provenzano in provincia di Messina e collegamenti di quest’ultimo con la mafia. Seguiranno gli incontri con le associazioni antimafia, con la parlamentare Sonia Alfano e con l’avvocato Fabio Repici.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.