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La città sommersa di Risa

Veduta del lago di Ganzirri

Solitamente, su Grimorium Messanae abbiamo riportato avvenimenti che possono suscitare paura, angoscia, o quantomeno inquietudine. Oggi, per questo nuovo appuntamento della nostra rubrica, vogliamo invece parlare di una leggenda che avvolge magicamente i borghi di Faro e Ganzirri, narrata dai suoi abitanti con una dolcezza che ci ricollega alle fiabe d’altri tempi.

Inutile riportare particolari testimonianze. Basta accennare, infatti, ad un residente delle due frazioni marinare della “città sommersa di Risa”, per ritrovarsi all’interno di uno splendido racconto degno di un sogno fatto da bambini.

Secondo il mito, prima che il lago di Ganzirri (chiddu ranni per dirla alla messinese) si formasse, il suo posto era occupato da una sfavillante cittadina dalle bianche mura in pietra e delle incredibili costruzioni architettoniche. Il centro era estremamente fecondo, crocevia di scambi commerciali e culturali tra le popolazione indigene della Sicilia pre-ellenica. Un fortissimo sisma però distrusse Risa ed uccise tutti i suoi abitanti, facendo sprofondare la città per parecchi metri sotto terra e lasciando al suo posto una desolante fossato.

Nel corso degli anni, la depressione del terreno fu riempita dall’acqua piovana e da altri agenti naturali, fino alla formazione del lago di Ganzirri.

Secondo i racconti dei pescatori della zona, in alcune notti sarebbe possibile udire ancora i dolci rintocchi della campana della chiesa di Risa, le cui rovine giacerebbero sul fondo del lago. Nonostante la torre del tempio sia stata rasa al suolo dal terremoto, la campana suonerebbe ancora per avvertire i pescatori dell’arrivo di una forte burrasca. In molti dicono che si sona a campana i Rrisa e megghiu non pigghiari pi fora.

Le persone più anziane di Ganzirri inoltre, sostengono con ferma convinzione che basterebbe immergersi nei luoghi più profondi dello specchio d’acqua per riuscire a sfiorare le candide pietre che un tempo costituivano le mura di questa Atlantide peloritana. Ma il racconto non ferma certo qui. I più informati ne riportano la continuazione, sottolineando come la magica città sommersa sarebbe abitata da un leggendario personaggio molto legato alla nostra città, la Fata Morgana.

La bellissima incantatrice britannica, nelle notti di luna piena sorgerebbe dalle acque del lago per cercare una storia d’amore e di dolore da raccontare alle sue accolite, che dimorerebbero con lei a Risa.

Ovviamente, a differenza delle altre vicende descritte in questa sede, che lasciavano sempre un alone di dubbio sulla loro veridicità, siamo ben consci di trovarci di fronte a nulla più che una leggenda. Una racconto che però non ha nulla da invidiare alle più belle fiabe dei fratelli Grimm, capace di farci sognare ad occhi aperti anche senza lo spirito fanciullesco.