La città e la crisi, Calabrò (PD): venirne fuori sarà difficile

Dopo una settimana tempestosa tra bocciatura del Consuntivo 2011 in Consiglio, proteste e occupazioni del Comune da parte dei dipendenti senza stipendio, il coordinatore del PD di Palazzo Zanca Felice Calabrò tira le somme e avverte: venirne fuori sarà difficile.

“I nodi vengono sempre al pettine –puntualizza Calabrò- e indipendentemente da ciò che dice l’ex sindaco di Messina la città, lentamente ma in maniera traumatica (basti pensare all’emergenza stipendi che si registra in questi giorni sia al Comune, che all’ATM ed a Messinambiente) sta prendendo coscienza della gestione fallimentare conclusasi lo scorso 30 agosto, giorno delle dimissioni di Buzzanca.

L’ex sindaco ha lasciato una città sul baratro. Mai, infatti, era accaduto che i dipendenti subissero ritardi nella corresponsione degli stipendi. E non è per nulla vero quanto sostenuto da Buzzanca che, come è arcinoto, cerca sempre di nascondere le proprie responsabilità scaricandole sopra ad altri soggetti, siano istituzioni o persone in carne e ossa.

La sua gestione fallimentare ha determinato lo sforamento del Patto di Stabilità. Sempre la stessa gestione ha svuotato le casse comunali facendo venire meno la liquidità fondamentale, linfa vitale per la sopravvivenza dell’ente locale.

La bocciatura del consuntivo sancisce, qualora ve ne fosse stato bisogno, l’inesorabile fallimento dell’esperienza politica appena trascorsa.

L’attento esame della votazione consiliare relativa al rendiconto 2011, smentisce ogni tentativo di fare passare la stessa sotto forma di una banale caccia alle streghe o di caccia al responsabile. Tale disamina deve andare oltre la fantasiosa ipotesi prospettata da chi ha determinato il disastro odierno, così come deve oltrepassare la semplicistica lettura sottesa ad ipotetici accordi tra forze politiche.

Felice Calabrò

L’analisi scrupolosa di quel voto (10 contrari, 7 astenuti ed 8 favorevoli), di quella espressione di volontà, evidenzia inequivocabilmente la presa d’atto da parte del Civico Consesso della fallimentare gestione politico-amministrativa rappresentata dalla sindacatura Buzzanca.

Con quel voto convinto e consistente l’Aula ha espresso un giudizio negativo, inesorabile e definitivo, senza appello. Peraltro, gli insuccessi, o meglio: gli errori della precedente amministrazione sono acclarati da soggetti terzi.

Basta prendere ad esempio la posizione dell’assessorato regionale ai Trasporti nell’ambito della vertenza ATM o i provvedimenti adottati dal commissario straordinario Croce, che in questi giorni ha presentato al Consiglio una proposta di delibera di revoca della precedente delibera istitutiva della New Co Feluca. Nelle intenzioni di Buzzanca questa ipotesi avrebbe dovuto risolvere le problematiche connesse alla questione Feluca. Anche tale scelta, da noi contrastata in ogni sede, è stata posta nel nulla, attesa l’inconsistenza stessa che l’aveva caratterizzata.

È proprio nella gestione (o meglio, non gestione) delle partecipate che si sono appalesate ancor di più l’inadeguatezza, l’approssimazione e la superficialità del precedente esecutivo. Che, compiendo scelte sbagliate o non compiendo alcuna scelta, ha determinato situazioni di grande difficoltà da cui sarà difficile venire fuori”.

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