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La città cerca di rinascere, ma il vero problema sono i graffiti

L'opera di Blu alla Casa del Portuale

Seduta tesa oggi per la X Commissione del Consiglio Comunale, istituita per occuparsi anche di autogestione dei beni comuni.

Al centro della discussione, che si è svolta alla presenza del comandante della Polizia Municipale Calogero Ferlisi e dell’assessore competente Daniele Ialacqua, l’occupazione dell’ex Casa del Portuale, che ha dato una sede al Teatro Pinelli Occupato e nuova vita ad una delle zone più degradate della città, a due passi dalle vie del centro storico.

“Abbiamo appreso da una nota testata giornalistica-ha esordito la presidente Daniela Faranda- che nei locali di proprietà pubblica di via Valore si svolgono attività illegali, imbrattamenti di muri e spettacoli di vario tipo. E’ nostra intenzione esercitare il ruolo ispettivo che compete ai consiglieri comunali per accertare i termini reali della situazione e mettere le istituzioni in grado di far rispettare la legge”.

La consigliera Faranda si riferiva esplicitamente al lavoro di esponenti della street art noti in tutto il mondo come Blu, che su invito del Teatro Pinelli hanno realizzato sulla facciata della Casa del Portuale e sugli edifici circostanti delle opere che da diverse settimane sono al  centro dell’attenzione dei media e dell’opinione pubblica.

“Non è nostra intenzione fare una commissione d’inchiesta. Vogliamo semplicemente maggiori informazioni su quanto sta accadendo da quelle parti” si è affrettata a precisare l’esponente PDL, quasi a prevenire prevedibili obiezioni sulla insufficiente conoscenza che i componenti la Commissione hanno dell’arte di strada e di tutto ciò che ruota attorno alle esperienze di autogestione.

“Conosciamo ed apprezziamo il lavoro dei cosiddetti writer –ha proseguito la Faranda. Tuttavia siamo fermamente convinti che nessuna attività che si svolga al di fuori dei binari stabiliti da leggi e regolamenti possa avere il sostegno da parte delle istituzioni”.

L’andamento successivo della discussione non ha dato però l’impressione di essere molto in sintonia con le premesse. Al di là del  battibecco fra la presidente Faranda e il comandante Ferlisi sulle presunte insufficienze dell’intervento del Nucleo Decoro Urbano in merito alla realizzazione dei murales, la maggior parte dei componenti la X Commissione in larga maggioranza è parsa più interessata a prendere posizione sull’attività del Teatro Pinelli in quanto tale, piuttosto che discutere e documentarsi sulle nuove frontiere dell’arte contemporanea.

“Writers, graffitisti e artisti di strada mi piacciono molto, ma la loro attività deve rientrare nell’alveo della legalità” ha rincarato la dose l’UDC Franco Mondello, vice sindaco durante l’amministrazione Buzzanca fino a quando il ribaltone del suo partito non lo ha costretto a dimettersi. “L’occupazione abusiva di locali e spazi pubblici deve essere repressa”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il pidiellino Piero Adamo:  “Ogni occupazione è illegale per definizione. Le istituzioni possono comprenderne le motivazioni, il valore etico della denuncia di mancanza di spazi per la libera espressione. Ma ogni azione di denuncia deve avere un inizio e una fine. Per gli artisti troviamo insieme degli spazi, al di fuori dei quali ci sia tolleranza zero”.

Il meticoloso e fermo richiamo al rispetto di leggi e regolamenti di materia di sicurezza, organizzazione di spettacoli e decoro urbano è  stato al centro degli interventi dei consiglieri Elvira Amata (ex PDL e assessore della Giunta Buzzanca, di recente transitata nei Democratici Riformisti) e Paolo David (PD), oltre che delle ripetute precisazioni della presidente Faranda, che ha più volte richiesto al comandante Ferlisi di esprimersi in merito all’accertamento dei presunti reati connessi

ad un occupazione.

Il responsabile  della Polizia  Municipale, dal canto suo, ha ribadito che questo tema è stato oggetto di un vertice in Prefettura  alla presenza del sindaco Renato Accorinti e del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza, lasciando poi la seduta e rinviando alle sedi opportune ogni nuova comunicazione nel merito.

E’ toccato al vicepresidente della Commissione Luigi Sturniolo (Cambiamo Messina dal basso) rimuovere dalla discussione i numerosi fraintendimenti accumulati. “Beni comuni sono per definizione quei beni non proprietari -ha spiegato. Quei beni come l’acqua, il paesaggio, i prodotti della conoscenza, il diritto alla salute. Tutti quei beni che garantiscono l’esercizio dei diritti fondamentali della persona, per i quali l’accesso di conseguenza deve essere libero e garantito a tutti, a prescindere dalla condizione di legalità o illegalità, in base allo stesso principio secondo cui un ambulatorio pubblico è tenuto a prestare soccorso ad un immigrato anche se questo si trova in condizione di clandestinità”.

In base a queste premesse, il consigliere Sturniolo si è detto “stupito per l’anomalia di un presidente di una Commissione dedicata ai beni comuni che solleva questioni di carattere esclusivamente formale come la proprietà di un bene o i regolamenti vari”.  “Il nostro obiettivo come Commissione dovrebbe essere quello di promuovere cose utili per la città -ha aggiunto la consigliera Lucy Fenech, capogruppo di Cambiamo Messina dal basso- e invece sembriamo fare esattamente il contrario concentrandoci su questioni che non sono né gravi né urgenti. Così i riferimenti alle  civilissime città del nord Europa hanno il sapore di parole  vuote. Retorica che copre uno scetticismo di fondo su qualunque cosa si muova fuori da prevedibili scenari”.

Le parole della consigliera accorintiana sono sembrate realizzarsi, quando di fronte alle riflessioni dell’assessore Daniele Ialacqua, che ha manifestato apprezzamento per chi “mette in atto volontariamente  pratiche di  recupero  e valorizzazione di spazi  abbandonati” stigmatizzando allo stesso tempo “le vere illegalità, gli abusi edilizi, le storie come quella del complesso Casa Nostra”, il consigliere Peppuccio Santalco (Felice per Messina) ha accusato l’esponente della Giunta Accorinti di “apologia di reato”, producendosi in una veemente difesa del “sacro principio della proprietà privata”, mentre il collega di partito Claudio Cardile ha dichiarato che “certa arte offende il sentimento dei cattolici”.

Per i consiglieri vicini al sindaco comunque, “una soluzione per il Pinelli deve essere trovata” purché ci si sforzi di  riconoscere la novità che la cultura dei beni comuni sta apportando alla politica e allo stesso diritto. “La legalità non può essere un freno verso coloro i quali, senza guadagnarci nulla, impiegano il proprio tempo per migliorare una porzione del proprio territorio, per regalare alla città uno spazio sociale, un’opera d’arte -ha continuato a spiegare Sturniolo. “A sostegno della legalità per noi c’è la legittimità di qualunque atto. E un’occupazione, anche se formalmente illegale, se comporta un dono alla cittadinanza non può che essere legittima”.

Anche il consigliere Pippo De Leo (Il Megafono) è sembrato apprezzare l’iniziativa del Teatro Pinelli. “Ho visto l’ex Casa del Portuale -ha dichiarato- e mi è sembrato che sia migliorata con i murales”.  Ma Daniela Faranda e  Franco Mondello, nell’aggiornare la seduta, sono stati inflessibili.

“Accerteremo eventuali violazioni dei regolamenti attraverso la Polizia municipale e gli eventuali danni erariali che il Comune sta subendo per via dell’occupazione”. Di Patrimonio (del quale non esiste ancora un elenco completo per avere contezza di cosa effettivamente sia di proprietà del Comune di Messina), di Informatizzazione e della Valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale della città, tutti settori di competenza della X Commissione, se ne parlerà in un altro momento.