La Cgil: “Dal Bilancio dello Stato tagliati i due terzi delle risorse per il trasporto regionale”

Considerazioni a margine dellosciopero delle ferrovie e  prospettive nell’analisi del segretario generale della Filt Messina, Pino Foti.

“L’alto livello di adesione all’ennesimo sciopero nei trasporti segnala a quella politica che ancora finge di non vedere quanto grande sia il malessere dei lavoratori del trasporto ferroviario, e come la drammatica e sistematica espulsione dal mondo del lavoro di centinaia di addetti imponga urgenti rimedi.

La protesta nazionale unitaria è stata proclamata non per rivendicazioni salariali ma per la difesa dei posti di lavoro, contro il ridimensionamento dei livelli del servizio ferroviario, per l’immediata e positiva conclusione delle diverse vertenze aperte e per l’assenza di prospettive contenute nel piano d’impresa FS. Tutti temi centrali quindi per Messina e la sua provincia, che ben prima di altri territori ha pagato, ed ancora continua a pagare, i costi più alti in termini di occupazione e servizi, alla forsennata politica di dismissione di Fs attuata con la regia del Governo.

Un dato pressoché uniforme quello delle adesioni che unisce ancora una volta diretti ed indotto perchè identiche nelle varie attività sono ormai le conseguenze che gli imminenti ed ulteriori tagli produrranno, così come uguale è il loro logico e crescente timore verso il futuro.

O.G.R., Bluferries, Servirail, per citarne alcune, sono nomi noti alle cronache dei giornali, e sono vertenze ancora  aperte che rappresentano il dramma di centinaia di lavoratori e la prova che aldilà di ogni ridicolo pretesto, FS, mentre affascina gli amministratori locali ridisegnando i nuovi scenari legati al “ponte” riduce anzitempo tutti i servizi, come se la quantità di collegamenti fosse un dato trascurabile nel valutare oggettivamente la necessità dell’opera.

Il taglio lineare ai ministeri, deciso nell’ultima manovra economica, impedisce di conoscere con esattezza quanti treni verso il continente saranno soppressi, ma il Bilancio dello Stato, riguardo i trasferimenti alle regioni, indicano già da adesso che le risorse per il trasporto regionale si ridurranno da 2mld a meno di 700 mln, con buona pace di chi credeva che un sistema ferroviario regionale separato dal sistema nazionale potesse essere la chiave per risolvere le attuali difficoltà.

Un sempre minor numero di treni con la riduzione o addirittura la scomparsa, come nel caso delle vetture letto, dei servizi fondamentali, questo è già il presente che FS ha riservato per Messina, colpendo chiaramente i lavoratori, a partire da quelli più deboli degli appalti, ma allo stesso identico modo i cittadini e le imprese di tutto il territorio.

I lavoratori del settore ferroviario sono consapevoli di aver scioperato anche per difendere il diritto dell’intera collettività ma una battaglia così gravosa non può poggiarsi solo sulle loro spalle, necessità una grande mobilitazione del territorio”.

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