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La Bimaris sbarca al “Pisa Book Festival”

Francesca Frisone

Centottanta editori indipendenti, 5 mila metri quadri di spazio espositivo, oltre 300 eventi. Il meglio della piccola editoria indipendente torna quest’anno al “Pisa Book Festival 2011”. Dal 21 al 23 ottobre le case editrici porteranno a Pisa i loro titoli freschi di stampa e presenteranno le novità più significative. Il Festival, giunto alla sua IX edizione, si appresta a bissare il successo dell’anno scorso, quando si sono registrate più di 40 mila visite e 50 mila titoli venduti, ed avrà due sedi: il Palazzo dei Congressi, dove si tiene la consueta kermesse editoriale, e la Stazione Leopolda, dove invece si concentrano l’editoria per ragazzi under 21 ed il mondo dei comics.

Un evento, il Pisa Book Festival, in cui c’è anche un po’ di Messina, rappresentata unicamente dalla Bimaris Edizioni, la casa editrice fondata dalla giornalista Francesca Frisone.

La Bimaris Edizioni, nata nel 2010, ha già tre titoli all’attivo, oltre ad una coproduzione con il Comune di Messina per la realizzazione del documentario Bimaris (da questo ambizioso progetto il nome della casa editrice) e la partecipazione come partner privato ad Atlantis, la prima campagna strumentale di ricerca archeo-sub condotta insieme alla fondazione americana Aurora Trust, a Oloturia Sub, alla Soprintendenza dei beni culturali del Mare della Regione Sicilia e all’amministrazione di Palazzo Zanca. Un palmares di tutto rispetto in rapporto ad un solo anno di attività ed al momento di forte crisi che sta attraversando il mercato dell’editoria. L’avvento di supporti come e-reader e tablet per la lettura di file digitali è l’ultima scommessa -se il settore editoria saprà reinventarsi- o l’ultima minaccia al mondo della carta stampata che arriva da quello della tecnologia. Rispetto a queste nuove frontiere editoriali, come si posiziona una piccola e giovane casa editrice messinese? “Scegliere di puntare su una realtà imprenditoriale come una casa editrice -spiega Francesca Frisone, che ha scelto di diventare editore quando non era ancora trentenne, mentre è impegnata nello stand organizzato dall’agenzia letteraria Bottega Editoriale di Cosenza che la Bimaris condivide insieme agli editori Città del Sole, Pancallo ed Eremon- è al contempo un rischio ed una scommessa. Mi piace pensare che la qualità dei nostri prodotti e la professionalità che mettiamo nel nostro lavoro, riusciranno a ritagliarci un piccolo spazio a livello locale e regionale. Il rischio derivante dalle nostre scelte editoriali è la necessaria contropartita per un’avventura così folle come quella di puntare, nell’era del digitale e dei consumi fast, su un tipo di comunicazione e contenuti più slow.

La Bimaris ha scelto di puntare su un’editoria forse di nicchia: mare, storia, turismo e territorio, letteratura per ragazzi. Perché questa scelta? “Voglio che la Bimaris abbia un’identità ben precisa. Il mare e la storia sono le mie più grandi passioni e sono

i settori in cui mi muovo con maggiore familiarità. Questo mi consente di scegliere con più contezza i prodotti e le attività su cui puntare, cercando sempre di mantenere alta la qualità di ciò che pubblichiamo. Peraltro, andiamo a coprire una nicchia di mercato ancora non satura, in cui possiamo dire la nostra con passione ed entusiasmo.”

Avete scelto di puntare ancora una volta su “Operazione Archemoore”, il romanzo di avventura di Stellario Cama con cui avete esordito e che presenterete al pubblico del PBF. Perché tanta attenzione alla letteratura per ragazzi? “I ragazzi sono un pubblico certamente esigente, ma ancora relativamente poco influenzato dalle mode imposte dal cinema o dalla televisione. Harry Potter, Geronimo Stilton, oppure la trilogia di Queste oscure materie di Philip Pullman sono tutte storie e personaggi arrivati al grande schermo direttamente dalle pagine di ottimi libri, che hanno saputo conquistare il pubblico dei ragazzi. Abbiamo scelto di proporre dei modelli alternativi di entertainment, un’esperienza di intrattenimento divertente ma, a suo modo e nei dovuti limiti, impegnativa”.

Stellario Cama

Stellario Cama, messinese, 32 anni, è l’autore di “Operazione Archemoore”. Presenterà il suo volume domenica al Palazzo dei Congressi di Pisa insieme a Fulvio Mazza di Bottega Editoriale, editor e giornalista. Scaturito da un concept prettamente visivo ed inizialmente pensato come avventura videoludica, “Operazione Archemoore” non ha di certo seguito i consueti criteri di sviluppo di un’opera letteraria. In fase di stesura, infatti, ho lasciato che fossero sempre gli intenti originali a guidarmi, sebbene concepiti per una produzione di altro genere. Ed è questo mediare tra due universi comunicativi, quello della parola stampata e quello multimediale, che ha caratterizzato il complesso ma entusiasmante processo creativo alle spalle del romanzo. Una continua sfida, per conferire ad ogni scena una resa visiva ben precisa, catapultare i protagonisti attraverso scoperte, misteri e pericoli in un crescendo di azione degno di un videogame ed inserire il tutto all’interno di un impianto narrativo nel quale fosse facile proiettarsi con lo spirito d’avventura di un dodicenne”. Il linguaggio usato nel testo non è esattamente adolescenziale: è una scelta o una casualità? “La scelta di un linguaggio meno adolescenziale, e quindi appena più impegnativo rispetto al genere di appartenenza, ha il preciso scopo estendere la fruibilità del romanzo anche a lettori più maturi. In più, rafforzare l’impianto narrativo con terminologie e descrizioni accurate e dallo spiccato taglio cinematografico, consente al lettore una maggiore immersione e percezione della scena”.

E dallo stand del PBF la giovane casa editrice preannuncia i suoi prossimi impegni editoriali. A fine anno arriverà il documentario “Bimaris”, nella sua parte dedicata ai tesori sommersi ed alla navigazione nello Stretto. Poi una monografia sulla motonave Valfiorita, affondata nel braccio di mare che divide la Sicilia dalla Calabria durante la seconda guerra mondiale ed infine, almeno per ora, un volume sul ritrovamento del rostro di Acqualadroni.