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L’ ARPA conferma: nella Valle del Mela altissimo tasso d’inquinamento

MESSINA. Arpa Sicilia ha reso pubblica la “Relazione annuale sullo stato della qualità dell’aria nella Regione Siciliana – anno 2018”, che fa il punto della situazione sui dati registrati dalle centraline di monitoraggio presenti nella regione. Per quanto riguarda la valle del Mela le centraline Arpa sono due e funzionano solo parzialmente. Ciò non ha impedito di registrare, per il secondo anno consecutivo, valori molto elevati di NMHC (idrocarburi non metanici), sostanze emesse in modo caratteristico da raffinerie e petrolchimici.

Già la precedente relazione annuale 2017 evidenziava un dato abnorme per gli idrocarburi non metanici: nella valle del Mela (in particolare nella centralina di C.da Gabbia) si registrava una concentrazione media annua di 218 μg/mc, la più elevata di tutta la Sicilia. Sebbene nel 2018 la copertura del monitoraggio degli NMHC nella stessa centralina sia scesa al 30% (contro il 65% del 2017), il valore medio annuo rilevato conferma il triste primato della valle del Mela, e anzi riporta un valore ancora peggiore rispetto allo scorso anno, vale a dire una media annua di 236 μg/mc. E le conseguenze purtroppo si vedono e si sentono. E’ la stessa relazione dell’Arpa a individuare negli NMHC e nei composti solforati i responsabili dei fenomeni odorigeni che spesso rendono l’aria della valle del Mela irrespirabile. Ma non è solo un problema olfattivo. L’ultimo rapporto “Sentieri” dell’Istituto Superiore di Sanità ha riscontrato nell’area di Milazzo vari eccessi di patologie, tra cui un + 80% di nati con malformazioni congenite: un dato allarmante che non trova eguali in nessun altro sito inquinato d’Italia. E’ lo stesso “Progetto Sentieri” a segnare l’evidenza, riportata in letteratura scientifica, di un’associazione tra malformazioni congenite ed emissioni di raffinerie o petrolchimici. Uno studio indica per la precisione una diretta correlazione tra tasso di malformazioni congenite ed esposizione a idrocarburi non metanici emessi da un petrolchimico. Evidenze scientifiche che, in applicazione del principio di precauzione, imporrebbero misure idonee a contenere tali emissioni. In effetti nel corso del procedimento per il rilascio della vigente Autorizzazione Integrata Ambientale della raffineria di Milazzo, i sindaci competenti avevano individuato alcune specifiche “prescrizioni sanitarie” che avrebbero posto dei limiti anche a questo tipo di emissioni. Tuttavia nella conferenza dei servizi finale le prescrizioni sanitarie sono state accantonate, lasciando il territorio scoperto da qualsivoglia limite riguardante le emissioni odorigene e gli NMHC a esse correlate. Nel frattempo crescono le lamentele della popolazione per i fenomeni odorigeni che compromettono spesso la vivibilità del territorio.