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Kinect in gioco

L’alba delle applicazioni per Kinect continua a sondarne le potenzialità, così come i limiti, in vari scenari d’integrazione. Soprattutto in quello prettamente videoludico. E le software house interessate allo sviluppo di giochi basati sulla nuova tecnologia sembrano intenzionate ad elaborare in modo costruttivo i vari feedback dell’utenza, definendo meglio i target di mercato ai quali rivolgere proprio questo genere di produzioni. 

Ad identificare sommariamente i Kinect-gamers di prima generazione, a prescindere dal gusto soggettivo o dal livello di formazione, sono forse le loro esigenze basilari. Tra tutte, quella di una fruizione immediata di gameplay e contenuti. Pertanto è proprio l’esperienza di gioco essenziale e gratificante, concentrata in brevi sessioni e finalizzata al divertimento puro e semplice, a caratterizzare i primi veri giochi (sorvoliamo dunque sulle varie simulazioni di ballo o sui giochetti pseudo-sportivi) rilasciati per Kinect. 

Il recentissimo Kinect Rush: Un’avventura Disney Pixar, seguito della collaborazione Microsoft/Disney già consolidata col precedente Kinect Disneyland Adventures, ne è un chiaro esempio. 

Dopo aver spalancato con successo le porte del Magic Kingdom nel salotto di casa, l’Xbox360 rilancia sull’intrattenimento per famiglie proponendo stavolta un tuffo nel colorato universo dei capolavori Pixar. Grazie alle coinvolgenti dinamiche di gioco, che ci vedranno comprimari degli amati eroi cinematografici, potremo dunque apprezzare l’accurata realizzazione tecnica di scenari ed animazioni, capaci di restituire fedelmente la atmosfere dei film chiamati in causa (Toy Story, Gli Incredibili, Cars, Up e Ratatouille). Contribuendo all’immedesimazione nell’alter ego, il gioco sfrutta le peculiarità del sensore Kinect anche per ricreare tramite scansione una simpatica versione digitale del giocatore, adattata di volta in volta alla natura dei personaggi di ogni sezione (saremo dunque auto nel mondo di Cars, topi in Ratatouille, etc…). Degna di nota infine la possibilità di affrontare le diverse sfide in cui è strutturato il gioco in compagnia di un amico. Modalità, più cooperativa che

competitiva, in grado di estendere la rigiocabilità di un titolo penalizzato solo dalla longevità complessiva piuttosto ridotta. 

Di stampo appena più maturo si rivela invece Kinect Star Wars, altro franchise che non ha bisogno di presentazioni associato alla periferica Microsoft. 

Atteso con trepidazione dai fan di George Lucas, l’ultimo gioco ispirato alla saga sci-fi per eccellenza si differenzia dai numerosi predecessori proprio per l’emulazione fisica dei gesti, e delle gesta, di un cavaliere Jedi. Il giocatore sarà infatti catapultato negli eventi narrati dalla recente trilogia prequel, in piena Guerra dei Cloni, spada laser e poteri della Forza letteralmente alla mano. E, inutile dirlo, menare fendenti luminosi e scagliare via gli avversari eseguendo personalmente le movenze di Skywalker si rivelerà senza dubbio un’esperienza esaltante. Tanto per i lucasiani quanto per chiunque altro. Esperienza tuttavia ridimensionata da meccaniche di gioco troppo semplificate, che affidano spesso ad animazioni scriptate l’effettiva resa su schermo delle nostre azioni, così come dalla grafica eccessivamente stilizzata. 

Rivolgendo in conclusione uno sguardo al futuro non è il caso di escludere un panorama più vasto di produzioni dedicate al Kinect, che presto potrebbero oltrepassare i confini dei casual games visti fino ad ora, raggiungendo più consistenti settori del mercato. Grande fermento non a caso accompagna l’imminente uscita di Ghost Recon: Future Soldier, sul quale iniziano a gravare pesanti aspettative. In arrivo per fine maggio, il nuovo gioco Ubisoft ispirato all’universo bellico dell’autore Tom Clancy promette l’agognata integrazione del sensore di movimento in un vero e proprio sparatutto. Connubio che ancora suscita scetticismi in molti appassionati 

Passando in rassegna i video dimostrativi che anticipano il rilascio del titolo, sarebbe comunque legittimo confidare in un esito positivo dell’esperimento. Eventualità che tra l’altro segnerebbe la nascita di una seconda generazione di applicazioni ludiche per Kinect, stavolta legata al genere portante dell’industria. 

Ed in tal caso la faccenda si farebbe davvero interessante.