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Jane Eyre

Paese: U.S.A.

Genere: sentimentale

Durata: 120 minuti

Regia: Cary Joji Fukunaga

Nuovo remake del classico di Charlotte Bronte, questa volta con la regia di Cary Joji Fukunaga, con Mia Wasikowska alle prese con un ruolo impegnativo dopo il flop di “Alice in Wonderland” ed Michael Fassbender (“Centurion”, “Bastardi senza gloria”) nei panni di Edward Rochester.

 Jane è una ragazza cresciuta ed educata fin dalla più tenera età con rigore ed obbedienza, spesso costretta a subire soprusi e angherie, prima da una famiglia che non la accetta e poi in un rigido collegio da parte degli insegnanti. Riesce a trovare lavoro a  Rochester House come governante sotto lo scorbutico Sir Rochester. Grazie alla sua capacità di riconoscere e scegliere il giusto dallo sbagliato, nonostante le fredde maniere del suo padrone, Jane scopre che sono più simili di quanto non si sospetterebbe, tanto simili da innamorarsi. La differenza di ceto è tale però che la ragazza non osa sperare nell’impossibile almeno fino a quando Sir Rochester non le chiede di sposarlo. Sembra l’inizio della felicità per Jane, ma nel suo giorno più bello un’amara verità verrà a galla portando con sé la spiegazione degli strani comportamenti del suo innamorato e di vari strani episodi in cui si era imbattuta durante la sua permanenza in quella villa solitaria.

Fukunaga narra la sua storia montandola

attraverso numerosi flashback, sballottando lo spettatore tra passato e presente e condendola con delle inquadrature tipiche di Argento se non di Hitchcock addirittura, come piani alle spalle per evidenziare l’inatteso o dettagli su arazzi mossi dal vento, classico riferimento al trucco “della porta chiusa”.

Siamo di fronte ad un’opera che non si discosta granché dai precedenti tentativi: un film dai toni lenti e pacati, riflessivo e introspettivo, che mostra in maniera egregia l’Inghilterra di duecento anni fa, con le sue regole scritte e non, con i suoi obblighi morali, usi e costumi e differenze di classe che scandiscono il tempo dell’esistenza. In questo ambiente viene mostrata questa strana ragazza fuori dagli schemi, che quasi sembra esser stata fatta per infrangerli, per accettare a metà queste convenzioni. In effetti si potrebbe dire che questo è uno dei punti nodali della pellicola: l’accettazione di una giovane senza esperienze di tutti quei piccoli compromessi che la vita comporta e che a causa della sua crescita in ambienti rigidi non ha mai potuto sperimentare.

Altro punto da evidenziare in chiusura, la scelta della protagonista che non solo si rivela felice, ma a differenza delle altre precedenti versioni, in cui il ruolo di Jane veniva affidato a grandissime attrici sì, ma già donne fatte, qui Fukunaga sceglie una giovanissima, il cui volto calza a pennello con la giovane età della protagonista. Consigliato ai giovanissimi che non conoscono il romanzo della Bronte.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.